«Il segreto di casa Bauli? Passione e tradizione»
L'amministratore della famosa azienda dolciaria è stato ospite alla facoltà di economia dell'Insubria
Il segreto della nostra impresa? «Senza dubbio la passione, fare bene il proprio lavoro». Non è la prima volte che Michele Bauli, consigliere di amministrazione della famosissima azienda, sale in cattedra alla Facoltà di economia dell’Insubria. La fortunata storia dell’impresa di famiglia si presta molto bene infatti a dimostrare come la realtà non sia poi così lontana da quei concetti teorici che tanto riecheggiano nelle ore di lezione.
Il giovane industriale veronese anche quest’anno ha incontrato gli studenti varesini del corso di economia e gestione delle imprese: con loro ha parlato di competitività, di strategia, di credibilità e di grande distribuzione. Ha raccontato la storia del successo di casa Bauli a partire dai primi passi intrapresi non senza difficoltà dall’azienda di Verona.
«L’impresa è nata nel 1922 – ha spiegato –, l’ha fondata mio nonno che ha imparato l’arte di preparare i dolci lavorando come garzone in una pasticceria. Ma in quegli anni il mercato locale non offriva molte possibilità e per cercare migliori opportunità ha deciso di emigrare in Argentina. Lì si è guadagnato da vivere facendo per molto tempo i lavori più svariati. La sua vocazione per la pasticceria gli è però rimasta nel cuore e dopo quasi dieci anni è tornato in Italia, l’ha messa in pratica specializzandosi nella preparazione del dolce tipico veronese: il pandoro».
Quella piccola fabbrica dove la gente si affollava per acquistare le prelibatezze di Ruggero Bauli, negli anni, si è trasformata in una delle più famose aziende italiane. Oggi gli stabilimenti sono diventati quattro, la capacità produttiva si è moltiplicata, la quota di mercato è cresciuta in modo vertiginoso. Ma nonostante questa crescita esponenziale le speciali ricette tramandate di generazione in generazione sono rimaste inalterate: «la lievitazione dei nostri prodotti da forno segue ancora il metodo naturale. Questo ci permette di preparare un prodotto unico e di qualità».
Ma il caso Bauli fa scuola anche per un altro motivo. «Quando l’azienda decide la sua strategia – ha commentato Alberto Onetti, docente del corso ed organizzatore dell’incontro – deve avere le idee chiare: puntare sul contenimento dei costi o concentrarsi sulla qualità. La particolarità di questa impresa è quella di aver conciliato le due cose. Sono pochissime infatti le imprese che riescono realmente a farlo».
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