La monocromia è arte

Domenica D'Oora, vincitore del Premio Parati 2005 per la pittura, espone alla Galleria Folini Arte

Ricerca astratta e monocromia, la poetica del colore diventa poesia nelle opere di Domenico D’Oora. L’artista vincitore del Premio Parati 2005 per la pittura espone fino al 4 febbraio alla galleria Folini Arte Contemporanea di Chiasso, che dopo le prestigiose esposizioni di maestri storici quali “Emilio Vedova“, “Achille Perilli da Forma 1 agli anni Novanta”, “De Dominicis”, “Paolo Gioli”, “Sandro Martini”, “Vittorio Matino”, continua la sua attività d’iniziativa culturale presentando una selezionata rassegna di monocromi e dittici inediti dell’artista.

Scrive Claudio Cerritelli, nella presentazione in catalogo: “Il carattere fantasmatico della pittura di Domenico D’Oora resiste nelle opere dell’ultimo presente come destino del colore alle prese con i turbamenti della luce, referente assoluto di una dimensione che dichiara il peso dell’assenza nella presenza velata del pigmento.

Dopo quasi vent’anni di meditazioni intorno alle geometrie costruttive del campo pittorico, tra simmetrie e intervalli, incidenze e affioramenti, variazioni e semplificazioni dello spazio, nel recente ciclo di lavoro D’Oora s’addentra nella sensibilità del colore puro, alitante, imprendibile, sempre meno disposto a farsi guidare dai calcoli del progetto, dalle imposizioni dello spazio razionalmente misurabile.

La pittura diventa luogo di estrema sospensione, in bilico sulla memoria  delle forme interiori, visione inquieta che si distacca dal mondo attraverso il movimento radente della luce che sollecita la superficie, dentro il corso improvviso del suo rivelarsi. Ciò che il pittore va affrontando  non è solo la tensione interna alla soglia del visibile ma la destituzione di senso del pensiero analitico, insufficiente a colmare il divario che incontra tra la conoscenza dello spazio e il desiderio di esplorare ciò che ancora non si conosce, l’indeterminata vaghezza del colore-luce…”

Vittorio Raschetti: “…Una pittura che si trattiene presso la possibilità di dire. Si situa non nel punto crepuscolare ma in quello aurorale del colore. Un tempo antecedente che precede ogni tempo possibile, una vibrazione prima, anteriore a qualsiasi entropia cromatica. Una pre-dimensione che si trattiene presso l’origine: punto zero che non è il nulla ma è prima dell’inizio, al di qua dell’origine. Non è tutto quel che resta della pittura, ma tutto quello che può essere il colore. Una teofania del colore: una apparizione privata e insieme definitiva dell’essenza del colore: presenza incomprimibile: gassosa e solida allo stesso tempo. Un principio auto-poietico del colore che coincide con il proprio baricentro vibrante. Una forza di espansione cromatica che si origina senza bisogno di nessun centro, che distende le forze in una adesione a tutta la propria superficie. Una tela allagata da un colore che attraversa il diaframma della domanda posta a se stesso. Endo-pittura  in cui il colore dipinge le proprie variazioni interne e si tiene il segreto: ma è un mistero in piena luce. La pittura di D’Oora ripristina dignità e valore al grado zero della pittura,…”

 

DOMENICO D’OORA – Opere

Folini Arte Contemporanea – Via Livio 1 – CH – 6830 Chiasso

16 dicembre 2005, al 4 febbraio 2006.

Orari:da martedì a venerdì h. 14 – 18.30,  sabato 10-12; 14-18.30 o su appuntamento. 

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di febbraio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

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Pubblicato il 19 Gennaio 2006
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