La scuola è un’impresa. Ogni cinque anni deve innovare
Da 27 anni alla guida dell'Itc Tosi di Busto, Benedetto Di Rienzo spiega i segreti della sua strategia vincente
«Se mi fossi fermato alla figura del ragioniere oggi avrei già chiuso». A parlare è Benedetto Di Rienzo, preside/manager dell’Itc Tosi di Busto Arsizio, alla guida dell’istituto di Viale Stelvio da ben 27 anni.
«Nel 1984, in tempi decisamente non sospetti, decidemmo di innovare – ricorda il preside – introducemmo la sperimentazione Igea. Poi l’Erika, poi nel ’98 abbiamo puntato sull’internazionalizzazione. Abbiamo costruito un modello di scuola che mette in rilievo le competenze acquisite, che non si limita al pezzo di carta, ma apre la mente ai ragazzi inducendoli a vivere il cambiamento e non a subirlo».
I nostri tempi vivono radicali e profonde trasformazioni. La scuola del terzo millennio è distante anni luce dal modello della fine del secolo scorso. Oggi i ragazzi devono rendersi consapevoli che il mondo non finisce sotto casa, ma nemmeno in Italia e nemmeno in Europa. Conoscere, sperimentare in prima persona, mettersi costantemente in gioco è il principale compito dello studente. Al Tosi l’adrenalina è sempre alle stelle: le occasioni si sprecano ma i requisiti per afferrarle sono sempre elevati. Il segreto è avere ambizione e determinazione».
Caratteristiche che hanno fatto dell’istituto di viale Stelvio una delle scuole più gettonate: all’ultima edizione dell’open dy si sono presentate trecento famiglie. «Il Tosi vive molto di rendita – spiega il professor Di Rienzo – Chi ha frequentato è portato ad iscrivere i propri figli, nipoti. Chi esce da quest’istituto conserva il senso di appartenenza alla comunità» E che ci sia spirito di corpo lo si capisce anche dai 180 studenti che sabato pomeriggio erano presenti in istituto ad accogliere i futuri compagni, a spiegare a genitori e amici il fascino di un istituto tecnico. «Oggi assistiamo ad un assalto ai licei – fa notare il preside – è frutto di una cultura che attribuisce al pezzo di carta ancora notevole importanza. Preferire il liceo è una consuetudine sociale e culturale, perchè si ritiene che quel tipo di formazione "apra le menti". Anche il maggior livello di istruzione richiesto dal mondo delle imprese induce i genitori a preferire questi modelli. Ciò che ci distingue, però, è proprio il carattere sperimentale e innovativo dell’offerta formativa».
Come un’azienda, il Tosi ogni cinque anni innova cercando di intercettare umori e sentimenti prossimi: « Si devono studiare le tendenze estere, come si muove il mondo economico. Per centrare l’obiettivo, però, c’è bisogno di un’equipe molto affiatata che miri al miglioramento costante della qualità. E tutto ciò avviene al Tosi: chi lavora nella scuola ha sviluppato una dedizione e un attaccamento che deriva dalla condivisione di ideali».
Essere preside, dunque, non è semplicemente saper amministrare: «È come essere capitani d’industria, avere quell’energia e determinazione proprie della gioventù. E questo è il limite della scuola italiana. La prossima tornata di dirigenti, il cui punteggio si basa sull’anzianità, avrà un’età media di 55 anni. Come si fa ad investire su una persona da tanto tempo nel mondo del lavoro? »
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
Felice su Il vero pericolo non è il bosco. È chi lo abbandona
Bustocco-71 su "Davvero è necessario asfaltare la ciclabile della valle Olona?"
Maxim59 su Ciclopedonale del Piambello, il traguardo si avvicina: nuovi lavori per completare il percorso dal Ceresio
MarcoF su "Davvero è necessario asfaltare la ciclabile della valle Olona?"
principe.rosso su Sprangate e bottigliate in zona piazza Risorgimento a Gallarate, la Questura chiude il minimarket per sette giorni






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.