Professor Nikolic, l’allenatore simbolo

Il tecnico slavo entra trionfalmente nella Hall of Fame della Pallacanestro Varese. Memorabili le sue frasi e la dedizione in palestra

Le votazioni per eleggere i dodici giocatori e l’allenatore più rrappresentativi dei primi sessant’anni di storia della Pallacanestro Varese non potevano chiudersi altrimenti: con cioè il nome di Aza Nikolic in fondo alla lista.

Il tecnico nato a Sarajevo e scomparso troppo presto, circa sei anni fa, è infatti stato senza alcun dubbio l’uomo che più ha lasciato il segno nell’epopea della Grande Ignis. Nikolic, che di nome faceva Alexander, arrivò a Varese da Padova dove, con l’americano Doug Moe in campo, fece miracoli. Borghi e i dirigenti gialloblù non si fecero attendere e lo misero subito sotto contratto, nonstante qualche contrasto di natura politica. Celeberrima a questo proposito la frase del "Cumenda": «Chi se ne frega se è comunista, l’importante è che  mi faccia vincere». Ma quanto a frasi storiche Nikolic è stato un vero e proprio maestro, tracciando una strada resa famosa nel mondo del calcio da un altro slavo come Boskov. «Tu non solo hai fatto passaggio telefonato – disse a un suo giocatore – Tu hai anche cercato numero su rubrica». E ancora, dopo aver gettato una vittoria: «Siamo come la mucca dell’Herzegovina che dà tanto buon latte e poi dà un calcio al secchio».
 
In verità, però, furono poche le occasioni di sconfitta: Nikolic è l’allenatore più vincente di sempre, con una percentuale di partite vinte dell’86%. Memorabile anche la sua dedizione al lavoro: i grandi della Ignis raccontano di essere dovuti andare in campo in alcune occasioni, anche le mattine successive a un trionfo. In questo modo però Nikolic, in quattro anni di permanenza sulla panchina della Ignis, conquistò tre titoli italiani e tre europei.

Il "professore" ha ottenuto un vero plebiscito nelle preferenze dei tifosi, raccogliendo il 60% delle preferenze. La Hall of Fame biancorossa ha così tutti i propri componenti: Tonino Zorzi, Tony Gennari, Bob Morse, Dino Meneghin, Aldo Ossola, Manuel Raga, Charlie Yelverton, Corny Thompson, Meo Sacchetti, Cecco Vescovi, Gianmarco Pozzecco, Andrea Meneghin, Aza Nikolic. La foto di ciascuno di loro verrà ora collocata nella sala dei trofei della Pallacanestro Varese presso Villa Recalcati, che già raccoglie i cimeli più importanti della storia societaria.

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Pubblicato il 27 Gennaio 2006
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