Si cercano clown per ritrovare la solidarietà sociale

L'A.G.E organizza un corso per aspiranti clown dottori e volontari del sorriso. Aperto a tutti, è consigliato a chi vuole mettersi in gioco per "la favorire la cura globale"

Recuperare lo spirito comunitario proprio delle comunità di un tempo. Questo è uno dei principali obiettivi della comunità montana della Valcuvia, impegnata da anni in progetti di solidarietà e sensibilizzazione per ritrovare quel sentimento di comunità ormai raro nel terzo millenno. Con questo spirito è stato presentato il prossimo progetto : il primo corso di formazione per aspiranti "clown dottori" e volontari del sorriso. Il primo incontro è previsto il prossimo mercoledì, 18 gennaio alle ore 20.45, nella sala assembleare della Comunità montana a Cuveglio in piazza Marconi 1. Una serie di lezioni per "testarsi" e capire fino a che punto si è pronti a mettersi in gioco per dare agli altri.
"Il nostro corso – spiega Alberto Terzi, coordinatore dell’associazione "Vivere per ridere" – vuole soprattutto mettere in grado i singoli partecipanti a conoscersi e a lavorare sulle proprie emozioni. E’ un lavoro poco teorico che richiede molta capacità di ascolto. Chi, al termine, pensa di avere strumenti e determinazione può affrontare l’ulteriore step per diventare clown dottori. Trecento ore di studio riservato a psicologi, dottori in comunicazione, educatori per fare il salto di qualità. Ridere è uno strumento, fa parte di una terapia globale della persona".

Oggi, il mondo del volontariato rappresenta per molti giovani un’occasione per conoscersi meglio e per capire quale futuro costruirsi. Spesso l’attività fatta per "hobby" fa crescere una volontà nuova che porta a trasformare l’attività volontaristica in professionale.

Nella pediatria dell’ospedale di Cittiglio, dove esiste già un’esperienza di animazione in corsia per opera del Comitato Tutela Bambino in ospedale, ma anche nelle scuole della comunità e nelle famiglie potranno arrivare gli eperti del sorriso, volontari capaci di ascoltare, far ridere e dare quel sollievo dell’anima fondamentale per la cura globale della persone.
Dell’efficacia della terapia globale è convinto anche il primario di pediatria dell’ospedale Pia Luvini Massimo Agosti: "L’iniziativa è encomiabile sia per i suoi effetti benerici in corsia, sia perchè è un legame forte con il territorio. La missione di un ospedale come questo è profondamente legata al suo bacino d’utenza. Avere sinergie e aperture non può che migliorare l’attaccamento e la stima reciproci".
Tra le prime iscritte al corso Pallina e Pon Pon, due animatrici per bambini di Cuveglio, già ospiti saltuarie in corsia per la gioia dei piccoli pazienti: "Sono cresciuta in un ambiente molto caloroso ed accogliente – spiega Luciana/Pallina – e per me è naturale ricreare serenità e allegria quando sto con i bambini. Faccio questo lavoro da dieci anni ed è sempre una gioia il sorriso di un bambino, uno suo gesto affettuoso. Il segreto è essere naturali e spontanei: la gioia è dentro". Anche per Pon Pon, il ruolo del clown è uno sviluppo armonico della propria personalità: "L’incontro con questa attività è stato il riempimento di un vuoto. E’ un’esperienza che mi completa anche come persona".

"Da cinque anni cercavano di avviare l’attività di clown in corsia – spiega l’assessore della Comunità montana Barra – E’ un lavoro che integra altre esperien ze di sostegno e supporto avviate in ospedale, come quella riservata alle neo mamme. Vogliamo far crescere una senntimento di comunità che faccia della solidarietà il suo fulcro. Non è semplice: il nostro territorio così spezzettato non agevola. ma solo l’unione dà la forza e le risorse, non solo economiche, per avviare queste sperimentazioni".
Dal primo incontro di mercoledì uscirà, poi, l’organizzazione del corso che l’associazione Genitori Amici delle Scuole di Cuveglio ha voluto per rafforzare il rapporto con l’ospedale, ma anche per implementare le azioni a sostegno delle realtà più a rischio.

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Pubblicato il 16 Gennaio 2006
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