Tosi e Marantelli: «La crisi di Alitalia svela il fallimento del Governo»
I due alti esponenti dei Ds: "Mancate le opportunità di costruire alleanze. L'incapacità della maggioranza sotto gli occhi di tutti"
«La mancanza di una politica sul trasporto aereo da parte del Governo ha portato all’attuale situazione di crisi di Alitalia». Lo affermano in un comunicato congiunto Stefano Tosi e Daniele Marantelli, rispettivamente consigliere regionale e membro della segreteria regionale dei Democratici di Sinistra.
«Si sono mancate nel corso di questi anni le opportunità di costruzione di alleanze industriali con altri vettori continentali ed è mancato un disegno che rilanciasse i due perni fondamentali del sistema aeroportuale italiano, Malpensa e Fiumicino». I due esponenti diessini incalzano: «Tenendo conto che il 70% dei biglietti venduti ha origine nel centro nord, aver messo in competizione i due maggiori scali italiani appartiene alla sfera delle sciocchezze e non a quella della tutela degli interessi del Paese. Malpensa poteva essere un’opportunità per il rilancio della compagnia che il Governo e il management di Alitalia non hanno saputo sfruttare».
«L’incapacità del Governo – proseguono Tosi e Marantelli – e dei partiti che l’hanno sostenuto, Lega e Forza Italia in testa, di promuovere filiere produttive e logistiche integrate è sotto gli occhi di tutti. Non funzionano il sistema ferroviario e quello del trasporto aereo, si producono a fatica carrozze e locomotori e si è fuori dai principali consorzi aeronautici civili. Dal 2001 manca una visione strategica e la stessa Regione Lombardia ha rinunciato colpevolmente a svolgere un ruolo di forte presenza politica che promuovesse Malpensa per le sue potenzialità sullo scenario intercontinentale».
«È necessario – concludono -affermare una nuova capacità di governo dello sviluppo logistico ed economico mediante la concertazione e l’aumento dell’efficacia degli operatori nazionali del settore. Le responsabilità di Berlusconi, Lunardi e Maroni sono evidenti. Prendersela con i lavoratori è pura ipocrisia. Siamo certi che un nuovo Governo saprà vincere questa sfida se promuoverà finalmente una politica industriale del settore accompagnata da una più intelligente politica estera».
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