I Ds: «L’indagine sui 564 medici rischia di essere un inutile polverone»

Quel che non convince gli esponenti diessini sono "le modalità di carattere statistico con cui è stata svolta questa indagine"

«Il caso dei 564 medici di famiglia lombardi segnalati dalla Guardia di Finanza alla Corte dei Conti per la iperprescrizione dei farmaci rischia di essere un grande polverone»: è questa l’opinione dei consiglieri regionali ds Ardemia Oriani e Stefano Tosi sulla vicenda di cronaca che ha interessato la sanità lombarda in seguito a una lunga indagine del nucleo regionale di polizia tributaria della Guardia di Finanza, e che ha portato alla luce la cattiva pratica, apparentemente diffusa, di prescrivere farmaci in quantità eccessiva rispetto alle reali esigenze. Quel che non convince gli esponenti diessini, in sintonia peraltro con i sindacati di categoria medica, sono "le modalità di carattere statistico con cui è stata svolta questa indagine".
«L’appropriatezza prescrittiva – sottolineano i consiglieri – è un tema serio, che non può essere affrontato solo e principalmente in termini sanzionatori, e non può essere affidata in via ordinaria alla Guardia di Finanza».
«Ci deve essere invece – suggeriscono Oriani e Tosi – un controllo ed un monitoraggio continuo tra medici di medicina generale, Asl e Regione per verificare le ragioni che determinano eventuali anomalie, in modo da promuovere comportamenti virtuosi. La Regione anche per questo motivo ha promosso un sistema informatico regionale, che costerà un miliardo di euro senza aver dato i risultati attesi e che mostra ancora una volta i propri limiti».

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Pubblicato il 06 Aprile 2006
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