Udine ha più sprint della Whirlpool, playoff addio

Snaidero-Varese 72-63. Ora la qualificazione è quasi irraggiungibile. Non basta una buona difesa

La Whirlpool torna da Udine con due risposte. La prima, la peggiore, è quella segnalata dal tabellone, ovvero la sconfitta (72-63) che mette quasi fine alle speranze di playoff anche per il campionato in corso. La seconda può essere uno zuccherino che aiuta poco questa sera, ma che può venire utile in futuro: il telaio è buono, la macchina funziona, anche se tra poche partite dovrà rimanere in garage.
Varese perde a Udine una delle partite a tratti meglio giocate lontano da casa, praticamente senza Allegretti e Farabello (distorsioni, più grave quella per l’italiano); una gara segnata a metà del terzo periodo quando un fallo tecnico ad Hafnar ha causato un parziale di 10-0 per una Snaidero in difficoltà. Poi, nel finale, con le due contendenti attanagliate dalla paura di vincere, hanno deciso due triple dei friulani.

COLPO D’OCCHIO – Il Palasport di Udine, dedicato al mitico Primo Carnera accoglie nella sua cornice arancione un Whirlpool desiderosa di rincorrere quella zona playoff nella quale la Snaidero ha già mezzo piede. Qui, tra l’altro, mosse i primi passi in serie A anche un giovane Pozzecco, non ancora “mosca atomica”. Miele tra le due curve gemellate che sbandierano insieme prima del match, cordialità genuina nel pre-partita tra Magnano, Oioli e il loro ex direttore Mario Ghiacci, ora in Friuli. In parterre anche il capitano delle Frecce Tricolori (di stanza a Rivolto, costruite a Venegono).

PALLA A DUE – Nessun problema di formazione per Ruben Magnano, che sceglie per il quintetto la coppia di lunghi Fernandez-Howell. Cesare Pancotto deve fare a meno di uno dei due ex, Glenn Sekunda (distorsione alla caviglia). L’altro, Di Giuliomaria, è regolarmente a disposizione, seppur non titolare.

LA PARTITA – Udine inizia con due triple (Allen, Antonutti) alle quali risponde Howell con 4 punti. Jaacks allunga subito 10-4 ma Pancotto lo toglie presto, anche perché il pivot è reduce dall’influenza. Quando la Whirlpool si riavvicina con due spunti di Collins sono ancora Antonutti e Allen a colpire da lontano. Pancotto gira nove giocatori, Magnano rimane col quintetto e trova il modo per ribattere colpo su colpo, con Hafnar che inizia a carburare. Il sorpasso arriva con uno splendido assist di Collins trasformato da Howell. La prima sirena è pro Varese, 20-21, nonostante i liberi di Fernandez (3/6).

Magnano mette Bolzonella alle costole di Allen e Farabello su Hill; la difesa biancorossa –anche a zona – appare reattiva e chiude bene il canestro ai padroni di casa. Un tap-in di Albano regala il +5, poi Allen torna ad armare il braccio da lontano cucendo lo strappo: il play opera il sorpasso da solo, con 8 punti. Cose buone giungono anche da De Pol e Allegretti, che però si fa male a una caviglia: la sua uscita è applaudita da un palazzo sportivissimo. Una tripla di Hill a fil di sirena manda al riposo le due squadre in perfetta parità: 37-37.

Due triploni di Fernandez e Hafnar danno il là alla ripresa, costringendo Pancotto al timeout dopo 80”. Chi prosegue a collezionare errori è Garnett, sempre più corpo morto all’interno della squadra. Di tutt’altra pasta il “Mago Gabriel”, che allunga sul 46-39. La Snaidero reagisce con due canestri da applausi di Jaacks che ingaggia un bel duello con il lungo argentino della Whirlpool. Magnano manda Hafnar su Allen: la mossa sembra riuscire, ma un fischio dubbio pro-Snaidero manda lo sloveno su tutte le furie. E’ fallo tecnico e il numero 6 torna in panchina: in una lunga azione Udine pareggia 48-48. Il nuovo sorpasso è tutto stelle e striscie: bomba di Hill, assist dietro la schiena di Allen e schiacciata di Jaacks per un parziale di 10-0. Il momento è buono anche per Di Giuliomaria che contribuisce ad allargare il divario nel tratto di gara in cui la Wirlpool non trova più il modo di andare a canestro. Bolzonella non riesce neppure a gestire l’ultimo pallone e la terza sirena è impietosa nel segnalare 58-50 per gli arancioni.

 

IL FINALE – Una serie di tre fiondate di Garnett nell’arco di 2’ riaccende d’improvviso la speranza in casa-Magnano: al 33’ Varese è solo a un punto e spreca pure tre volte (due con scelte pessime di Hafnar) la palla del vantaggio. Poco prima di metà periodo si buttano buone occasioni su entrambe i lati, finché Collins imbocca un contropiede di Bolzonella (61-61). Howell si guadagna il terzo sfondamento a favore ma Varese non concretizza con una infrazione di 24”. Hill rompe il ghiaccio da 3 dopo lungo digiuno, Garnett spara due volte a salve. Quando Mian allunga a +5 e il ferro tradisce Fernandez le sensazioni negative si rincorrono, e Digiulio le conferma con il più classico dei tiri tagliagambe. Da tre, sulla sirena. Il Carnera esplode, gli arancioni volano chiudendo sul 72-63. Per la Whirlpool un’altra serata senza gloria finale, dopo averne assaporato il gusto.

MAGNANO – Non si dà per vinto il coach argentino. “Finchè c’è speranza, pensiamo ai playoff: l’ho detto dopo la vittoria con Napoli, lo ripeto oggi. Non mi interessa il record positivo di vittorie, voglio solo provare a conquistare il nostro obiettivo stagionale”. Sulla gara il coach ha un solo rammarico: “La partita è stata giocata con intelligenza per 38’, poi, quando Udine aveva addosso tutta la pressione, siamo stati noi a sbagliare le scelte. Peccato, perché la difesa aveva usato tutti gli adeguamenti che abbiamo preparato, e soprattutto nel primo tempo il gioco di squadra aveva funzionato. Poi Collins non ha saputo gestire alcune situazioni mentre Hafnar sul tecnico ha perso tutta la concentrazione”.

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Pubblicato il 01 Aprile 2006
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