Conte-Fontana: scontro acceso, ma con fair play

Il primo faccia a faccia tra i candidati, organizzato da Liberamente politica, ha toccato i grandi temi su cui si giocherà il futuro di Varese nei prossimi anni

Quattro domande, dieci minuti per rispondere. Dalla sussidiarietà alla riforma costituzionale, dall’isolamento in cui è caduta la Città Giardino fino al nuovo ospedale e ai Mondiali di ciclismo. Sono di ampio respiro i temi intorno ai quali si sono affrontati Antonio Conte e Attilio Fontana, i candidati delle maggiori coalizioni nella corsa a Palazzo Estense. La serata, organizzata alle Ville Ponti da Liberamente Politica, l’associazione culturale che vuole riavvicinare i cittadini alla politica, è stata moderata da Giuseppe Gibilisco, sindaco di Varese dal 1977 al 1985, con il preciso obiettivo di «aiutare i cittadini a scegliere». 

Davanti ad una platea di circa 150 persone, più addetti ai lavori che cittadini, il candidato dell’Unione ha sfoggiato la padronanza di un tecnico di lunga durata che ben conosce Varese e la macchina amministrativa che la guida, mentre Fontana ha fatto mostra della dialettica forense e dell’esperienza maturata in questi ultimi anni alla presidenza del Consiglio Regionale. Un’esperienza tecnica, quella di Conte, apparsa in tutta la sua evidenza  quando si è parlato di sussidiarietà e di come la prossima Amministrazione intenderà dare attuazione alla riforma costituzionale che, se confermata, prevede anche misure fiscali a favore dell’associazionismo locale. «Prima occorre reperire le risorse e poi convogliarle sulla sussidiarietà». Abile Fontana che ha dirottato la risposta sul tema del federalismo per dimostrare che «quello previsto dalla riforma è un passo già fatto dalla Regione Lombardia»

Padronanza di sé e fair play non sono mancate neanche nei momenti in cui il confronto si è fatto più aspro. Ed è uno il punto su cui i due candidati hanno mostrato visioni contrapposte: l’isolamento in cui è caduta la città di Varese e lo spostamento dell’asse baricentrico della provincia verso Sud. Un isolamento che, secondo l’esponente della Casa delle Libertà, va combattuto, ma che ha avuto anche ripercussioni positive come «la ripresa del turismo che, in questi ultimi anni, sembra essere ripartito». Niente di positivo per Conte, per il quale la ricetta è «una classe politica che guidi la voglia di fare, la qualità ambientale e l’orientamento europeo della città» e la scelta di Forza Italia, il partito di maggioranza della Città Giardino, di scegliere un proprio candidato per la corsa di primo cittadino di Busto e Gallarate ma non di Varese, testimonia che questa volontà manca.

 Quanto all’Ospedale e ai Mondiali di Ciclismo i due candidati hanno mostrato una veduta non del tutto contrapposta: la volontà di dare vita ad una Cittadella della Salute e di rilanciare l’immagine della Città c’è per entrambi i candidati, anche se, per Antonio Conte, la presenza di un punto di convergenza nel programma, alla luce dei nove anni di governo cittadino ad opera della Lega, «dimostra che si parte da zero».

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Pubblicato il 10 Maggio 2006
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