Emergenza precarietà nella pubblica amministrazione
Rischio licenziamento per i precari delle pubbliche amministrazioni, i sindacati scendono in piazza a Busto sabato 20 maggio
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviato da SinCobas, ricordando che sabato 20 maggio a partire dalle ore 15 i dipendenti comunali manifesteranno per le vie del centro cittadino contro il licenziamento dei precari e l’insufficienza degli organici.
Rischia
di subire un salto di qualità l’emergenza “precarietà”
nella pubblica amministrazione a causa dell’effetto combinato delle
norme di contenimento della spesa per il personale previste nella
Finanziaria per il 2006 e le modifiche apportate all’art. 36 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 con la legge 80/2006,
imposta dal Governo Berlusconi a legislatura praticamente finita (9
marzo).
I
primi effetti si vedono già e se il nuovo governo non
interviene tempestivamente esploderà una vera e propria
emergenza occupazionale nella Pubblica Amministrazione.
In
conseguenza della Finanziaria 2006, cioè del blocco delle
assunzioni e della riduzione in essa prevista della spesa per il
personale assunto a qualsiasi titolo dell’1% rispetto al 2004,
migliaia di precari più o meno “storici” rischiano
l’espulsione dalla Pubblica Amministrazione con gravi
conseguenze per la qualità e la quantità di servizi
essenziali per i cittadini.
In
quasi tutti gli enti locali e negli altri comparti della Pubblica
Amministrazione, i lavoratori e le RSU, dove ci sono e dove ancora
esiste un minimo di attività sindacale degna di questo nome,
sono alle prese con i piani occupazionali per il 2006 che, quando va
bene, prevedono una copertura del solo 25% del
turn-over. Il rimanente 75% potrebbe teoricamente essere coperto solo
con personale precario ma le limitazioni alla spesa si stanno
abbattendo addirittura sulla possibilità di prorogare i
precari attualmente in servizio.
Una
situazione drammatica a cui il Governo Berlusconi in uscita ha
aggiunto il “colpo di coda” finale.
La
legge 80/2006 all’articolo 4 infatti introduce una norma
“restrittiva” nell’utilizzo dei contratti a tempo determinato
che potranno essere attivati solo per “esigenze temporanee ed
eccezionali”. Una restrizione teoricamente condivisibile
(esattamente opposta, val la pena sottolinearlo, a quella mantenuta
nel privato) ma che, combinata con il divieto di assunzioni in
ruolo, indica una precisa direzione. Una direzione
peraltro nemmeno sottintesa visto che il testo della legge, a fronte
della “restrizione” nell’utilizzo dei contratti a tempo
determinato, parla esplicitamente di valutazione “dell’opportunità
di attivazione di contratti con le agenzie per la somministrazione a
tempo determinato di personale, ovvero di esternalizzazione e appalto
dei servizi”.
Un
regalo finale di Berlusconi alle agenzie che “affittano” mano
d’opera, una ulteriore spinta alla privatizzazione dei servizi e
dunque una norma che va immediatamente revocata. Così come va
modificata tempestivamente la Finanziaria 2006 per rendere possibile
la stabilizzazione delle centinaia di migliaia di precari pubblici.
Questa la richiesta al nascente governo. In caso contrario dovremmo
considerare delle semplici “chiacchiere da bar” le dichiarazioni
rilasciate in campagna elettorale sul “grave problema della
precarietà” e le promesse di risolverla.
Vi
è quindi l’imprescindibile necessità di costruire al
più presto una mobilitazione nazionale che chieda al nuovo
governo interventi reali contro la precarietà e la
cancellazione della legge 30.
I
precari, i lavoratori stabili, le organizzazioni sindacali, e i
movimenti scendano in campo per esigere un vero cambiamento.
Sabato
20 maggio dalle ore 15,30, le RSU insieme ai lavoratori precari,
hanno organizzato una manifestazione per le via del centro della
città per la difesa dei posti di lavoro e del servizio
pubblico, contro la precarizzazione del personale e la
privatizzazione dei servizi, per l’assunzione a tempo indeterminato
di tutti i lavoratori precari.
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