Invasione di bruchi nel boschi del Saronnese
Alberi infestati da bozzoli e bruchi nelle aree boschive tra Cislago e Gerenzano. Si è temuta un'invasione di processionarie, ma si tratta di innocue tignole
Allarme bruchi nei boschi del Saronnese, dopo che nei giorni scorsi diverse persone hanno notato sugli alberi tra Cislago e Gerenzano molti alberi e cespugli intrappolati da vistosi bozzoli setosi pieni di bruchi giallastri (nella foto di Pier Angelo Gianni rami infestati). In molti hanno pensato ad un’invasione di processionarie, parassiti pericolosi per gli alberi ma anche per le persone, in quanto i peli urticanti di cui sono ricoperte possono causare a chi le tocca reazioni allergiche anche gravi, che vanno dall’eritema fino allo shock anafilattico.
L’allarme è stato rilanciato dal frequentatissimo sito internet Gerenzanoforum, che sollecitava un intervento chiarificatore da parte degli addetti ai lavori, a partire da Forestale e Guardie ecologiche. La risposta, invece, è arrivata in breve tempo via internet: si sono attivati esperti ed ambientalisti e tutti concordano nell’identificare i bruchi che infestano la zona come tignole (o "ragne"), parassiti senz’altro poco gradevoli a vedersi, ma che sono innocui per la salute umana.
"Dopo la pubblicazione delle foto sul sito mi sono giunte molte segnalazioni e risposte e tutte concordano nel dire che non si tratta di processionarie, ma di bruchi di Yponomeuta Cagnatellus, detta tignola o ragna, che causa solo vistose defoliazioni di alcuni tipi di albero, in particolare nelle Celastraceae – spiega il webmaster di Gerenzanoforum Pier Angelo Gianni – Dunque un falso allarme, per fortuna. Mi fa piacere notare la prontezza delle risposte dai nostri amici (ringrazio in particolare Maurizio Borghi del Wwf e Lorenzo Turconi) che dimostrano una volta in più che la circolazione delle idee e delle notizie tramite internet è spettacolare e molto costruttiva".
Dunque niente paura, le innocue tignole infatti non sono ricoperte di peli urticanti e non rappresentano un pericolo ne’ per l’uomo ne’ per gli animali e, in fondo, nemmeno per le piante colpite, al di là dell’aspetto estetico: dato che la distruzione di foglie avviene nella prima metà del ciclo vegetativo, le piante colpite emettono nuove foglie già nel corso dell’estate. "Nella maggior parte dei casi, quindi non si registrano dei danni economici – spiegano gli esperti – Sono un fenomeno innocuo che non giustifica provvedimenti di lotta. Inoltre con l’aumento delle popolazioni larvali e la diminuzione del nutrimento, le larve non riescono a sopravvivere ed il fenomeno si riduce notevolmente".
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