«Nessuno sa se e quando avremo il vaccino contro l’Aids»

Consegnata al professor Robert Gallo la laurea honoris causa in medicina. Il virologo conosciuto nel mondo per aver scoperto il virus Hiv

È giunto da Baltimora per ammirare le bellezze della regione insubre. E si è goduto tre ore di colonna in autostrada per l’ennesimo incidente. Ciò , comunque, non ha guastato la visita del professor Robert Gallo, virologo di fama internazionale, scopritore, tra l’altro, del virus dell’Hiv insieme a Luc Montagnier nel 2003. Lo scienziato è ospite in Italia dell’Università dell’Insubria che gli ha conferito la laurea Honoris causa in medicina e chirurgia.

Il Direttore dell’Institute of Human Virology all’Università del Maryland è stato indicato proprio per le sue innumerevoli scoperte soprattutto nel campo dei retrovirus umani oncogeni, come il virus della lucemia/linfoma delle cellule T oltre, appunto, a quella dell’agente causale dell’Aids: « Il professor Gallo – ha ricordato il Preside di medicina dell’Insubria Paolo Cherubino – ha dato vita, in Italia, alla Fondazione Ricerca e Progresso la cui missione è quella di favorire, promuovere e sostenere la ricerca scientifica italiana in campo biomedico, creando un network aperto tra l’Institute of Human Virology e gli istituti di ricerca italiani per formare giovani ricercatori italiani e facilitare il loro rientro in patria al fine del soggiorno all’estero».

E proprio della ricerca nel campo dell’Aids ha parlato il "neo laureato all’Insubria" Robert Gallo, ricordando gli inizi del suo lavoro e l’attuale fase. La "lectio magistralis" dal titolo "La ricerca dell’Hiv/Aids: luci e ombre, allora e adesso" ha riassunto le varie fasi del suo lavoro dal 1981 ad oggi, tra entusiami e difficoltà, facili traguardi e sforzi culturali: « Ci sono degli assunti che è difficile smontare. Si credeva che un retrovirus non potesse infettare l’uomo, che un virus non potesse causare un tumore e invece la ricerca ha dimostrato quanto quegli assunti non valessero. Così, mentre avevamo l’entusiasmo di avere a disposizione cognizioni e tecniche all’avanguardia, dovevamo batterci per imporre una scoperta rivoluzionaria».

Quando nel 1981 fu isolato il primo virus Hiv ancora non si sapeva che il numero delle vittime sarebbero state 30 milioni nel mondo e 40 milioni le persone infettate.

Ancora oggi il virus Hiv continua a mietere vittime: il Botswana è in cima alla lista dei paesi più colpiti con una crescita del 90% dei casi. La ricerca è ancora lontana e il professor Gallo ammette la difficoltà del lavoro: « Non so né quando né se si troverà un vaccino. Stiamo lavorando per bloccare il virus: fino ad oggi si distruggono le cellule infettate, ma per fermare il virus si deve intervenire prima che entri nella cellula, prima che colpisca. Può accadere che il virus all’interno della cellula rimanga quieto e silente per diverso tempo e così sfugge ai controlli. Dobbiamo riuscire a fermarlo prima che entri in azione».

L’Aids rimane ancora la piaga del XXI secolo, soprattutto nel continente africano ( Il professor Gallo è impegnato in un progetto di aiuto delle popolazioni voluto dall’amministrazione Bush) ma anche i paesi occidentali sono a rischio: «L’educazione è importante ma non può fermare da sola questo nemico».

Così la ricerca continua, anche con il coinvolgimento dell’Università dell’Insubria. Da due mesi la giovane ricercatrice Luisa Bozzo è rietrata da Baltimora per collaborare con il professor Accolla ad una ricerca che studia la crescita tumorale in relazione alle difese immunitarie.

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Pubblicato il 29 Maggio 2006
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