Nicola Mucci, un “animale politico” a Palazzo Borghi

Intervista al primo cittadino gallaratese, che corre per altri cinque anni di governo cittadino

 Ha governato Palazzo Borghi negli ultimi cinque anni e ha intenzione di non mollare la presa per un altro quinquennio. Nicola Mucci, classe 1972, è quello che si può definire un “animale politico”. Ha cominciato a frequentare le stanze che contano da giovanissimo, quando appena diciannovenne sia avvicinò all’allora Dc. La sua è stata una carriera fulminea, è diventato in breve segretario cittadino della Cdu e poi uomo di punta di Forza Italia, con cui è stato prima assessore all’urbanistica nel 1998, poi giovane sindaco nel 2001. È fidanzato con una ragazza che negli ultimi mesi lo ha accompagnato anche nelle occasioni ufficiali e, a 34 anni da compiere in luglio, si sente pronto per una nuova avventura da candidato sindaco.

Mucci, la politica è il suo unico impegno o ama “svagarsi” in altro modo?

Il tempo è sempre meno, mi piace fare sport, ma ormai mi restano solo i ritagli. Sono stato calciatore nelle giovanili della Gallaratese, della quale sono tifoso e presidente onorario. Amo il mare e la montagna e, quando posso, prendo la mia moto, una Bmw, e mi dedico alle due ruote.

Quali sono i punti d’eccellenza del vostro governo in questi ultimi cinque anni?

Avevamo due obiettivi fondamentali: dare una rinnovata identità alla città e incentivare lo sviluppo infrastrutturale. Il primo lo abbiamo centrato in pieno, potenziando i servizi e dando una nuova forma al centro storico, senza dimenticare l’operazione unica nel suo genere in campo culturale, la Fondazione Culturale, che oggi ci vede protagonisti in provincia e in Regione. Gran parte del futuro della città passa da quanto abbiamo fatto e faremo, per favorire chi abita a Gallarate e chi vuole investire su di noi. Abbiamo agito in modo da fare dello sviluppo urbano e culturale un volano economico, legato anche alla vicinanza con Malpensa: in opere pubbliche abbiamo investito oltre 70 milioni di euro, con uno sviluppo ordinato e armonico.

Malpensa: risorsa o problema?

Mi piace pensarla come una risorsa, che va governata con intelligenza. Il territorio deve dare delle risposte e trarre gli elementi positivi, tentando di contare sempre di più. Bisogna uscire dalla “Milanocentricità” che ha dato solo problemi: l’unico mezzo è fare sistema tra noi, Varese e Busto Arsizio in primis.

Cosa resta da fare per Gallarate?

Il nostro programma parlava chiaro 5 anni fa: abbiamo progetti per dieci anni. L’obiettivo primario per il prossimo quinquennio è l’attenzione ai quartieri, che vanno riqualificati, abbelliti e rivisti, seguendo l’esempio del centro cittadino. Dare più servizi e più strutture è prioritario. Inoltre dovremo occuparci dei problemi strutturali di un territorio vasto come il nostro, a partire dalla mobilità. Anche in questo senso, l’obiettivo è quello di fare sistema, coinvolgere i Comuni vicini e trovare soluzioni condivise. Dovremo riprendere in mano il discorso della multiservizi, caduto non certo per colpa di Gallarate: è il mercato che lo chiede, tornerà ad essere prioritario nell’agenda politica se vinceremo. Inoltre continueremo lo sviluppo della formazione scolastica, importante per il nostro territorio altamente industrializzato, con la possibilità di portare a Gallarate una branca dell’Università.

Restano sul piatto due annose questioni: la moschea e l’area Maino…

Penso che il discorso moschea sia diventato un problema che esula dalle soluzioni che possiamo proporre. Si è arrivati ad un punto tale per cui è la stessa comunità islamica a dover intraprendere un percorso interno, devono in sostanza chiarirsi tra loro, per decidere se far prevalere le posizioni moderate o quelle radicali. Noi abbiamo portato avanti un percorso serio, avendo la legalità come obiettivo primario. L’amministrazione si è comportata in maniera impeccabile. Per l’area Maino abbiamo atteso le decisioni della sovrintendenza, per poi procedere allo sviluppo di un progetto che porterà benefici a tutta la cittadinanza, per prima cosa con la prossima apertura della Galleria d’Arte Moderna.

Negli ultimi due anni è stato coinvolto in altrettante vicende giudiziarie ancora da chiarire. Ha mai pensato di lasciare la politica?

No, sono sempre stato fiducioso, conscio di non aver fatto nulla di illegale e sicuro del buon lavoro della magistratura. Mi aspetto che si chiarisca tutto in fretta.

La sua squadra di governo è rimasta la stessa per 5 anni: dobbiamo aspettarci un rimpasto o saranno tutti confermati?

Siamo riusciti a dare grande continuità, forse un record nazionale, certamente un fatto unico nella nostra città. Vedremo come vanno le elezioni: solo dopo decideremo chi mettere dove. Senz’altro metteremo gli uomini migliori nei posti giusti. Sono molto soddisfatto anche della lista di Forza Italia presentata per queste amministrazioni: donne, giovani e uomini capaci. Le esperienze di Dc/Psi e lista Cosco sono importanti e costruttive.

Cosa si aspetta dall’esito elettorale?

Sono fiducioso, il centrosinistra mi sembra confuso e non vedo cosa possa dare ai gllaratesi. Mi aspetto che anche in caso di sconfitta, si privileginil dialogo, abbandonando l’atteggiamento preconcetto di questi ultimi 5 anni. Io sono favorevole al dialogo, ma il dialogo va cercato.

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Pubblicato il 17 Maggio 2006
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