Voto a Busto: l’analisi di Francesco Speroni
L'ex presidente del consiglio comunale, in odore di possibile riconferma, commenta l'esito del voto
Fra i politici di Busto Arsizio il più noto a livello nazionale è Francesco Enrico Speroni (foto), "pilastro" della Lega Nord fin dai primi anni Novanta ed europarlamentare in quel di Bruxelles. A Busto Arsizio è stato presidente dell’ultimo Consiglio comunale, carica che potrebbe ricoprire anche in questa legislatura (ma nulla pare deciso, per ora).
Così aveva commentato ieri sera a caldo in sala Consiglio: "Quando ci sono liste civiche che da soli si prendono un 15%, è chiaro che la Lega ne soffre, tanto più che non ha un candidato sindaco proprio. Il 13,3% se non ci fosse stato Rosa sarebbe stato deludente come risultato di lista, ma con lui in lizza era prevedibile". Un commento asciutto, ma che mascherava dell’amarezza: è
un fatto che la Lega ha perso il 7% dei suoi voti rispetto alle amministrative del 2002, voti confluiti in
buona misura proprio su Rosa e le sue due liste civiche, Busto Civitas e Busto
dei Quartieri, neppure minimamente intaccate dalle "liste civetta"
messe in campo contro l’ostinato ex sindaco. Con questa battuta
d’arresto della Lega, la seconda dopo quella già pesante delle politiche (13,22% in città) Busto si adegua in
qualche misura al centrodestra nazionale, perdendo anche l’ultima connotazione di leghismo, un sindaco in camicia verde – quale era Rosa fino ad un anno fa – ed emerge chiaramente chi
comanda nella coalizione, cioè Forza Italia.
Ricontattiamo Speroni in mattinata per avere lumi
sull’assegnazione dei posti in Consiglio a seguito del voto: infatti un
paio di seggi sono ancora "ballerini", come Speroni ci conferma, appesi
ad un pugno di voti. La nostra richiesta termina tuttavia con una disamina
del voto fatta dall’esponente leghista.
Ed ecco lo Speroni-pensiero "a bocce ferme" e risultati (più o meno) acquisiti.
"Rosa ha avuto buona affermazione" osserva l’europarlamentate, "anche se ora gli toccherà stare all’opposizione. Quanto a Porfidio, invece, si dimostra chiaramente che la protesta può dare spazi sui giornali ma non paga elettoralmente". Destini differenti di due cercatori di gloria in libera uscita dalla coalziione in cui erano stati eletti. "All’interno della maggioranza la Lega Nord rispetto all’ultima volta non dovrebbe patire eccessivi danni in termini di rappresentanza" prosegue Speroni, "considerando anche il calo dei seggi della maggioranza da 20 a 18 (nel 2002 la CdL aveva sfondato il 60% dei voti, questa volta ha avuto il solo premio di maggioranza). Le liste civiche ci hanno sì fatto perdere dei punti, ma la maggioranza è consistente, e la perdita non è poi così grande. L’azione di disturbo di Rosa e Porfidio ha avuto, alla fine, un effetto nullo".
Speroni lancia infine un monito all’Ulivo: "potranni fare tutte le polemiche che credono, ma i cittadini hanno parlato. Vista la differenza nei voti ricevuti, non resta loro che rispettare la volontà del popolo". Non è un invito a tapparsi il becco – l’europarlamentare lo nega – , ma ci somiglia molto. "Io rispetto il parere degli elettori, per questo dico che a Roma il governo di centrosinistra fa bene a voler governare: sia pur di poco, ha la maggioranza".
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