Indulto o imbroglio?
L'intervento del coordinatore provinciale dell'Italia dei valori Alessandro Milani
Riceviamo e pubblichiamo
Ricordo le amarezze provate in pieno "regime tangentopolista" dove, per conseguire dei diritti, si era obbligati a pagare il referente di turno che riscuoteva ostentando arroganza e umiliando chi gli stava di fronte.
A 14 anni da "Mani Pulite" si deve confermare che aveva ragione Antonio Di Pietro quando affermava che il suo lavoro era servito a fare la polvere, ma non pulizia, poiché non c’era la volontà politica che lo permettesse.
A verifica di ciò è sufficiente esaminare quanto accade in questi giorni, in merito alla legge sull’INDULTO, che rende palese la volontà del sistema politico di voler mantenere tradizioni legate al malcostume piuttosto che cambiare registro.
Già nel 1989 si era percorsa la linea dell’indulgenza, con l’Amnistia, che cancellò tutti i reati, a cui la politica rispose con TANGENTOPOLI, dimostrando che i politici, nel nostro Paese,considerano il perdono come una debolezza a prerogativa degli stupidi.
Oggi si vuole utilizzare l’Indulto non a favore dei deboli ma per proteggere i pezzi grossi (che oltretutto non sono in carcere) della Politica, dell’Imprenditoria e della Finanza che, per la posizione privilegiata che occupano, possono agire illegalmente e, grazie agli appoggi politici, pretendere di non dover rispondere dei loro reati beffandosi della Legalità e della Giustizia.
Ma la cosa più curiosa è dover costatare che coloro che si definiscono RIFORMISTI sono i primi a voler consolidare tradizioni di cui nessuno può vantarsi; al posto di interrogarsi su quale analogia si possa trovare fra il riformismo e i reati legati a Tangentopoli, Calciopoli, Bancopoli o i soliti furbetti del quartierino assecondano strategie che portano a logiche di compromessi che consolidano l’ immoralità ma che sicuramente non riformano.
Una cosa è certa, se passerà questa legge, cosi come proposta, la Questione Morale è disattesa anche dalla sinistra ed allora non ci si potrà lamentare degli elettori quando il Paese sarà affidato alla gestione di persone, con dubbie qualità morali, che incrementeranno i problemi del paese risolvendo i propri.
Il cambiamento si rivela con il coraggio di politiche diverse e non con un semplice cambio della guardia.
Varese,27/07/’06 Coordinatore Provinciale
" Di Pietro Italia dei Valori"
Alessandro Milani
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