«La laurea triennale in giurisprudenza non serve»
Prima in Italia tra gli atenei privati, la facoltà di giurisprudenza ha ottenuto il massimo dei voti dalla guida di Repubblica. Cosa cambierà dopo la riforma?
«Finalmente si torna a studiare per cinque anni. La laurea breve in giurisprudenza non aveva sbocchi nel mondo del lavoro». Chi parla è il professor Mario Zanchetti, preside della facoltà di giurispudenza della Liuc, l’ultima facoltà nata in casa "Cattaneo".
«La dimostrazione più lampante viene dalla Pubblica Amministrazione che ha cambiato i requisiti d’ingresso per chi vuole fare la carriera dirigenziale, chiedendo espressamente un titolo specialistico. Noi ci eravamo già preparati, tanto che tutti i nostri studenti sono orientati a proseguire gli studi dopo il primo triennio. La scelta dei tre anni avveniva solo nei grandi atenei, laddove c’è scarso interesse allo studio della legge».
Ma cinque anni non sono un po’ eccessivi?
«Assolutamente no. Ai miei tempi, il corso durava 4 anni, ma la percentuale di quanti si laureavano nei tempi era bassissima. Occorreva sempre almeno un anno in più. Pensate che negli USA la formazione si protrae per sei anni….»
Però, non si possono dimenticare gli ulteriori due anni di pratica nelle professioni forensi
«Anche in questo caso, la Liuc ha adottato un modello di formazione che abbina molta pratica, soprattutto negli ultimi anni. I nostri ragazzi nel biennio specialistico vengono inviati a fare pratica presso studi professionali o in tribunale o all’estero con l’Erasmus. In questo modo iniziano già a tastare l’ambiente. Forse, con il nostro tipo di insegnamento si potrebbe ridurre ad un solo anno il praticantato».
Cosa cambierà del corso di giurisprudenza del Cattaneo?
«Praticamente nulla per i ragazzi, perchè noi continueremo sulla falsa riga del modello già avviato e che si articola sui cinque anni. A livello organizzativo, però, devo dire che due riforme in cinque anni sono eccessive. Per ogni modifica occorre mettere in piedi una macchina organizzativa importante. Inoltre, non è corretto verso gli studenti il continuo cambiamento: non si sono ancora laureati i primi "figli" del 3 + 2 che già si cambia registro».
La laurea magistrale in giurisprudenza avrà tre percorsi: economico e diritto dell’impresa, internazionale e comparato, penale e criminologico
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