Una “sveglia wireless” contro lo scompenso cardiaco
All'ospedale di Saronno e a Roma i primi interventi per impiantare "Concerto", un nuovo dispositivo che aiuta a risincronizzare il battito cardiaco
Si chiama "Concerto" e funziona come una radiosveglia che aiuta chi è affetto da scompenso cardiaco a mantenere il giusto ritmo del cuore. Il nuovo dispositivo è appena stato impiantato su due pazienti all’ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina di Roma e all’Ospedale di Saronno, che si riconferma così all’avanguardia nel settore della cardiologia.
La nuova "sveglia tecnologica" è costituita da un defibrillatore con la funzione di resincronizzazione dell’aritmia cardiaca. Attraverso il collegamento ad un monitor esterno, grande come una radio sveglia, sistemata a casa del paziente, il dispositivo facilita la gestione dello scompenso cardiaco grazie ad un sistema che scarica i dati del dispositivo, li interpreta e segnala al paziente l’eventuale peggioramento dello scompenso, consentendo al medico un tempestivo intervento. La "radio sveglia del cuore" permette al paziente cardiopatico di avviare manualmente un autocontrollo.
Il dispositivo, inoltre, come tutti i defibrillatori, eroga uno shock elettrico per arrestare un ritmo cardiaco anomalo pericoloso e funziona come un resincronizzatore, inviando lievi impulsi elettrici al muscolo cardiaco per resincronizzare le contrazioni dei ventricolo del cuore, aiutandolo a pompare sangue in maniera più efficace.
"Concerto" può rilevare con esattezza alcune situazioni potenzialmente pericolose come la fibrillazione atriale o un accumulo di liquido nel torace avvisando di un peggioramento incipiente con sufficiente anticipo. In questo modo il paziente viene invitato, attraverso il monitor esterno, a chiamare il proprio medico per porre rimedio al problema. "In fase clinica – spiega il dottor Daniele Nassiacos, primario della Cardiologia dell’Ospedale di Saronno – possiamo intervenire in anticipo su alcune complicanze tipiche dello scompenso come l’edema polmonare, riuscendo a contrastare eventuali peggioramenti che abbassano ulteriormente la qualità della vita dei pazienti".
Lo scompenso cardiaco – che in Italia provoca 100 mila morti l’anno ed oltre 500 ricoveri giornalieri, con una spesa sanitaria annua di 625 milioni di euro – consiste nell’incapacità del cuore di pompare sangue in maniera adeguata. La patologia, spesso associata a malattie coronariche e ipertensione, è tra le principali cause di ricoveri ospedalieri.
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