“A chi giova la confusione?”

A chiederselo due consiglieri di Forza Italia, Giorgio Soldarini e Osvaldo Coghi dopo l'ultimo consiglio comunale cassanese

Riceviamo e pubblichiamo

Quanto accaduto durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale di Cassano Magnago interroga sul significato proprio dell’impegno politico, sui suoi risvolti nella vita quotidiana delle persone e sulla superficialità con cui, troppe volte, molti attori della vita politica cittadina interpretano il compito loro affidato dagli elettori.

Quella sera si discuteva l’approvazione della variante urbanistica che definisce il tracciato della tangenziale.

Questo argomento ha visto negli ultimi mesi una sequenza di proclami e prese di posizione che, oggettivamente, nulla hanno a che fare con la realtà ovvero con l’effettivo stato dei problemi, delle soluzioni proposte e della possibilità di realizzarle. Vecchi e nuovi “oracoli” si sono affannati nel distinguersi e nel cercare di creare consenso per la propria parziale verità; il tutto in ossequio al solo egoistico desiderio di emergere o riemergere per avere una propria personale visibilità, in barba al sacrosanto dovere di servire il bisogno della gente.

Nel dibattito consigliare è scaturita una confusione ove gli animi si sono surriscaldati e della ragione pochi, troppo pochi, hanno fatto uso. In particolare è stata coscientemente attuata un’apologia della capziosità portando contro la proposta dell’Amministrazione una serie di considerazioni assolutamente sterili se non, addirittura, palesemente false. Lo stato dei fatti dice che nessuna autorità ha, ad oggi, negato il diritto della nostra Città di eseguire tale opera dove è stata prevista, il cui costo è assolutamente in linea con quello di opere similari; inoltre non ha assolutamente senso “allargare” la viabilità attuale con il risultato di portare il traffico nel mezzo delle abitazioni: è proprio del contrario che abbiamo bisogno.

La discussione in Consiglio Comunale sulla “questione tangenziale” ci porta a riaffermare con decisione che non si può scherzare con le istanze della gente, con le loro preoccupazioni e con i loro bisogni. Non c’è alcun ideale politico, anche il più alto, che possa permettersi, in ragione di una sua propria affermazione, di usare ed abusare delle reali domande della gente circa le problematiche che la vita di tutti i giorni porta con sé.

La politica è a servizio della realtà nei suoi molteplici fattori, non deve manipolarla secondo il proprio tornaconto e la propria ideologia.

Questo è ciò che non è accaduto in Consiglio Comunale dove la difesa del proprio punto di vista ha esasperato una situazione che si vuole dipingere come drammatica solo per mera speculazione politica, con il risultato che la verità è stata tenuta fuori dalla sala consigliare di Villa Oliva.

Per noi fare politica è un servizio che non siamo disposti a svuotare di responsabilità barattando una facile soluzione dei problemi, un tranquillo affronto della realtà privo di preoccupazioni con risposte che non tengono conto degli autentici bisogni della gente e non hanno come orizzonte il Bene comune.

Durante lo stesso dibattito un intervento del Dott. Zaffaroni ha invece riproposto, con toni che pensavamo superati, la questione della presenza cristiana in politica e, più in generale, nel mondo. Ci piace segnalare in merito una frase di Mons. Camisasca che, meglio di come potremmo fare noi, esplicita il nostro punto di vista: “Dialogo o contrapposizione? Sembrerebbe una questione irresolubile, mentre, in realtà, si tratta di un falso dilemma perché a questa domanda è sottesa l’idea che ogni forma di appartenenza sia fonte di violenza, impedimento all’ascolto e al rispetto dell’altro, come se la rinuncia alla propria identità fosse condizione indispensabile per una reale comunicazione. Invece è vero il contrario: il dialogo nasce dall’appartenenza. Essa porta sempre con sé il desiderio di comunicare e, allo stesso tempo, di approfondire le proprie ragioni”.

Noi, a partire dalla nostra appartenenza, cerchiamo di affrontare la realtà in cui ci imbattiamo ogni giorno insieme a tutti gli altri uomini senza voltare la faccia davanti a nulla.

Questo ci permette di dialogare sempre e comunque con chi ha a cuore il Bene comune e non la propria visibilità personale.

Giorgio Soldarini

Osvaldo Coghi

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Pubblicato il 05 Agosto 2006
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