Bagagli, a Malpensa raddoppiati i disguidi a luglio
Il segretario della Fit Cisl Balotta denuncia l'estate nera dello scalo milanese: dai dati dell'associazione compagnie aeree europee (Aea) Malpensa tra i peggiori del continente
Bagagli a terra, Dario Balotta, segretario regionale Fit Cisl, attacca ancora Sea e lo fa con i dati dell’associazione compagnie aeree europee: «Gli ultimi dati dell’Aea confermano l’estate nera di Malpensa – spiega Balotta dati alla mano -. Dallo scorso luglio statisticamente Sea ha “disguidato” 55,6 valigie ogni mille passeggeri di Alitalia e 47 valigie ogni mille delle altre compagnie aeree europee. Nettamente meglio era andata lo scorso anno nello stesso mese, con 27,1 bagagli “disguidati” all’Alitalia e 23 agli altri vettori».
Dalla statistica della Aea si evince che è Londra l’hub dove si verificano i maggiori disguidi, con 59,5 valige arrivate in ritardo o mandate altrove della British Airways, compagnia leader in Gran Bretagna, maglia nera seguita da Malpensa, Copenaghen, Francoforte, Parigi Charles de Grulle, Lisbona, Fiumicino (35,9 valigie disguidate ogni 1000 per Alitalia, 30,5 su mille per le altre compagnie europee), Amsterdam, Vienna, Madrid, Monaco di Baviera e Zurigo, scalo più virtuoso in Europa nel luglio 2006 come nello stesso mese del 2005. Madrid è l’aeroporto che ha migliorato maggiormente in 365 giorni, con Amsterdam poco dietro, mentre Copenaghen è notevolmente peggiorato, un po’ meno di Malpensa.
«Il raddoppio dei bagagli “disguidati” tra un anno e l’altro spinge Malpensa in cima alla classifica degli aeroporti più a rischio in Europa – prosegue Balotta -. Gli altri hanno fatto decisamente meglio, come Francoforte, Parigi, Fiumicino, Amsterdam e Madrid. Il dato è allarmante se si considera l’enorme investimento per la sostituzione dell’impianto di smistamento bagagli installato 7 anni fa a Malpensa 2000: 44 milioni di spesa a inizio anno andati letteralmente in fumo visti i drammatici risultati estivi. Ciò è tanto più preoccupante – commenta ancora il segretario regionale Fit Cisl – se si considera anche la mancanza di investimenti nel capitale umano (carenze di organico e formazione professionale) e di risorse per ammodernare altri impianti e mezzi aeroportuali. Questa vicenda conferma la necessità che il principale azionista di Sea, il Comune di Milano, apra un dossier sul top-management della partecipata comunale e ne tragga le dovute conseguenze anche in vista di una collocazione in borsa».
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