«Bonus bebè, rischiamo di fare 30 mila processi»

Dopo l’annuncio del Governo che rinuncia a chiedere i soldi, il deputato Donatella Poretti sollecita la soluzione della questione anche sul fronte giudiziario. A Varese 42 denunciati

«Bonus bebè, a farne le spese saranno gli stranieri e l’erario» così scrive nella sua interpellanza a Romano Prodi la deputata della Rosa nel Pugno Donatella Poretti. I numeri relativi alla questione sembrano dare ragione alla parlamentare. Nel gennaio 2006  l’allora governo Berlusconi ha inviato ai nuovi nati una lettera invitandoli alla riscossione di un bonus di 1000 euro. Questa lettera è stata inviata, per errore, anche a circa 600 mila nuovi nati stranieri e il bonus sarebbe stato riscosso da 3000 famiglie straniere, anche se non ne avevano diritto.

Il 21 luglio scorso il Consiglio dei ministri ha annunciato un provvedimento con il quale il ministero dell’Economia rinunciava a chiedere la restituzione dei bonus bebè erroneamente incassati da cittadini extracomunitari.

«Seppur questo provvedimento – scrive la Poretti – ponga fine alla questione delle restituzioni, condonando le somme, lascia aperto un problema ben più grave: le conseguenze penali della vicenda. Chi ha erroneamente ritirato il bonus sarà infatti perseguito per diversi reati penali: indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, alla falsità, alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, appropriazione indebita. Cio’ comporterà esborsi ben più onerosi di mille euro per pagare le spese di giudizio ed il rischio di una pesante condanna penale». Alcune procure, infatti,  tra cui anche quella di Varese (Cuneo, Perugia, Rovigo, Verona, Varese, Treviso, Firenze) hanno già concluso le indagini preliminari. In provincia di Varese, dopo un’inchiesta della polizia, condotta in due uffici postali (Varese e Malnate), per 42 immigrati è scattata una denuncia alla magistratura per falsa dichiarazione, in quanto avrebbero barrato la casella della nazionalità sul modulo per ottenere i 1000 euro.

«Da un punto di vista generale –  conclude la Poretti – questo errore porterà all’instaurazione di circa 30.000 processi penali, che contribuiranno alla già grave congestione dei tribunali penali, pagati con i soldi dei contribuenti, esattamente come le 600.000 lettere inviate».

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Pubblicato il 24 Agosto 2006
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