Due nuove apparecchiature per risonanza magnetica a Busto e Saronno

Gli apparecchi, modernissimi, consentiranno ai presidi ospdalieri di compiere esami più approfonditi, ma anche di ridurre le liste d'attesa

Due risonanze magnetiche fisse, una per la Radiologia dell’ospedale di Busto Arsizio e una per quella di Saronno, sono in dirittura d’arrivo.

 Proprio ieri, nei due cantieri dei due presidi dove i lavori non si sono fermati neanche per le ferie estive, sono stati consegnati i primi fondamentali pezzi delle due apparecchiature. Sono stati infatti posizionati i due magneti – in pratica i tunnel nei quali vengono collocati i pazienti durante l’esame, sull’apposito lettino – del peso di oltre 5 tonnellate l’uno.
L’Azienda Ospedaliera, dunque, procede sulla via del potenziamento del settore della Diagnostica per Immagini con l’acquisizione di due risonanze di ultima generazione che, una volta installlate e collaudate e dopo un adeguato addestramento degli operatori, consentiranno di eseguire nei due ospedali esami in maggior numero e di elevata qualità. Attualmente nei reparti di Radiologia di Busto Arsizio – responsabile è il dott. Luigi Solbiati e di Saronno – responsabile è il dott. Valter Castiglione – ci si avvale di apparecchiature posizionate su unità mobile che effettuano il servizio due giorni alla settimana per ogni presidio, per un totale di circa diciotto esami a sessione.
I due “gioielli” acquisiti per Busto Arsizio e Saronno rappresentano quanto di meglio c’è sul mercato e hanno entrambe una potenza di 1,5 Tesla – il tesla è l’unità di misura del campo magnetico -, quella che appartiene alle risonanze “ad alto campo”, le più sofisticate attualmente utilizzate.

 

La tecnologia che le caratterizza consente di eseguire tutti gli esami relativi a patologie neurologiche non traumatiche (ad esempio, le patologie vascolari, malformative, oncologiche o degenerative come la sclerosi multipla), alle articolazioni, a tutti i tessuti molli (organi, muscoli, nervi). Inoltre, questo tipo di apparecchiatura è importante, tra le altre applicazioni, anche nell’ambito della diagnosi dei tumori della mammella in particolari ambiti clinici quali la stadiazione prima dell’intervento o patologia della mammella in pazienti portatrici di protesi inserite per motivi estetici o in conseguenza di interventi.

Un altro dato non trascurabile è quello legato alle lunghezza del magnete, cioè della struttura sotto il quale il paziente, sdraiato sull’apposito lettino, deve restare per il periodo di tempo necessario allo svolgimento dell’esame. Le apparecchiature sono dotate di tunnel molto più corti, di circa una 70 di centimetri, in modo da diminuire anche eventuali problemi di claustrofobia per i pazienti. Grazie a ciò, dunque, l’esame risulta sicuramente meno fastidioso. Infine, anche il tempo di esecuzione dell’indagine, che dipende da ciò che si deve esaminare, è ridotto rispetto ai vecchi macchinari.

“Con l’acquisizione di questi due apparecchiature fisse di risonanza magnetica, che dovrebbero entrare in funzione entro fine anno, l’Azienda – sottolinea il dott. Pietro Zoia, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio – ha potenziato un settore importante della Diagnostica dotando le Radiologie degli ospedali di Busto Arsizio e Saronno di apparecchiature di elevata tecnologia. Tra qualche mese, dunque, i due ospedali potranno avvalersi delle risonanze fisse, un vantaggio per gli operatori che potranno utilizzarle anche per l’intera settimana e per i pazienti, che, oltre alle competenze dei nostri specialisti, avranno a disposizione il meglio che la tecnologia offre”.

“La risonanza magnetica – aggiunge il dott. Luigi Solbiati, responsabile dell’area omogenea di Diagnostica per Immagini aziendale nonché primario dell’Unità Operativa di Radiologia dell’ospedale di Busto Arsizio – è un esame estremamente  importante nell’ambito della Diagnostica per Immagini. Grazie alla nuova apparecchiatura potremo aumentare il numero degli esami. Inoltre – prosegue lo specialista – sono stati acquisiti due strumenti in grado di eseguire studi non solo morfologici ma anche di tipo funzionale; come nel caso di esami di diffusione cerebrale, mirati alla valutazione di infarto ischemico acuto, ormai quasi una routine nei centri di alto livello”.

Ospedale di Busto Arsizio

La risonanza magnetica è stata collocata in un bunker schermato collegato al reparto di Radiologia (Padiglione Centrale). L’area destinata alla risonanza è stata in parte ristrutturata e in parte è frutto di un ampliamento per una superficie totale di circa 170 metri quadri. In questi spazi c’è la sala dove è collocato il magnete a cui si aggiungono altri locali quali la sala refertazione, la sala comandi, la sala emergenze, uno spogliatoio, una sala anamnesi e i servizi igienici anche per disabili.

 L’apparecchiatura è la Magnetom Avanto della Siemens acquisita grazie a un appalto con la formula service “chiavi in mano”  da  3 milioni 700mila euro. A questa cifra si deve aggiungere anche la somma spesa per la ristrutturazione e per l’ampliamento (edilizia e impianti), pari a 580mila euro.

 

Ospedale di Saronno

La risonanza magnetica dell’ospedale di Saronno è stata posizionata in un’area adiacente al nuovo Pronto Soccorso, nel padiglione Rosso. Oltre al bunker schermato che contiene l’apparecchiatura, sono stati ristrutturati circa 170 metri quadri dove vi sono una serie di spazi che ospitano anche la sala comandi, una sala refertazione, una sala emergenze, spogliatoi e servizi.

Il sistema acquisito per Saronno è denominato Achieva 1,5T ed è prodotto dalla Philips Medical Systems. Il macchinario ha un costo di 3 milioni 600mila euro.  A questa somma si devono aggiungere anche 760mila euro per la ristrutturazione degli spazi e per i nuovi impianti.

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Pubblicato il 30 Agosto 2006
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