Fischi dal pubblico per l’italiana Roberta Torre

Delusione per “Mare Nero”, la pellicola noir dell’autrice in concorso al festival di Locarno

Domenica 6 agosto 2006 la navigazione del festival ha toccato porti distanti sia geograficamente (Italia, Iran, Germania e Svizzera in primo piano) sia concettualmente. Si è addentrato in acque solo apparentemente ferme in compagnia del trentenne regista Iraniano Saman Salour ( a few kilos of dates for a funeral), ha affrontato le tempeste della storia col thriller di piazza grande Des leben der anderen ( le vite degli altri) e, soprattutto, ha solcato il Mare Nero di Roberta Torre, secondo e più atteso film italiano del Concorso Internazionale.

Atteso perché quarta opera dell’apprezzata autrice di “Tano da Morire” e “Sud side stori”, atteso per un cast di tutto rispetto ( con Luigi Lo Cascio e Anna Mouglalis nei ruoli principali), atteso perché nuovo tassello  del (ri)nascente noir italiano.

Ma quella che doveva essere la corazzata italiana pronta a dare l’assalto al Pardo ha rischiato il naufragio subito dopo il varo. (foto: festival/Abram)

Terminati infatti gli 82 minuti della proiezione il folto pubblico della sala FEVI ha investito regista e interpreti presenti in sala e, apparentemente, del tutto sorpresi con una bordata di fischi pressoché generale, come non se ne vedevano ( e sentivano!), a Locarno, da parecchio tempo.

Pochi minuti dopo una regista ancora attonita, affrontando la stampa allo spazio cinema, si diceva “pronta ad affrontare i fischi del pubblico”  dichiarazione che palesa la sorpresa destata dalle reazioni del pubblico ma, purtroppo, anche la non completa comprensione della realtà emersa: un fiasco pressoché inemendabile.

Il principale motivo per cui uno spettatore dovrebbe vedere la pellicola della Torre può essere solo la curiosità di vivere sulla propria pelle quanto possano diventare lunghi 82 minuti.

Gli attori costantemente fuori ruolo non sono sostenuti in alcun momento da una sceneggiatura che propone incongruenze di realizzazione francamente sorprendenti: sorprendenti per la qualità di attori e tecnici impegnati, sorprendenti perché sopravvissute alla visione dei produttori e post produttori.

Il protagonista si affanna in un’esplorazione interiore senza né capo né coda, si trasforma ( di punto in bianco e per una sola scena!) in estorsore, acquista (per 10.000 euro?!) un film porno girato dalla vittima… quando ormai il caso è chiuso?!

La Torre sembra, in qualche momento, omaggiare il cinema di David Lynch col risultato, a conti fatti non desiderabile, di rendere ovvio ( e crudele) il confronto con il realizzatore nordamericano.

Se il filo logico e narrativo non fosse sbagliato sotto ogni punto di vista verrebbe il sospetto che l’opera sia semplicemente stata realizzata ignorando completamente il genere “nero” a cui vorrebbe appartenere e i suoi molti maestri ( cinematografici e letterari).

Delusi gli ammiratori di Roberta Torre hanno però potuto rifarsi con il già citato film Iraniano che può decisamente candidarsi alla vittoria ne “i cineasti del presente” e col thriller serale di Piazza Grande, seguito a sorpresa dal classico “il bacio di Tosca”, capolavoro dell’84 di Daniel Schmid, visione certamente notevolissima ma che non può essere definita una bella sorpresa per il motivo che l’ ha giustificata: la direzione l’ ha inserita in calendario, come omaggio, quando si è appresa la notizia del decesso, a 64 anni per tumore, del celebrato maestro svizzero, autore anche di “Beresina” a sicuramente il regista svizzero più noto nel mondo.

Concludendo lo sguardo complessivo sulla giornata rimane da segnalare l’altra anteprima del Concorso Internazionale: se per sovrapposizione di eventi non ci è stato possibile seguire il georgiano – tedesco “Der Mann von der Botschaft”  di Dito Tsintsadze possiamo almeno rendere conto che i “rumors” del villaggio del festival e i primi commenti raccolti fra pubblico e giornalisti lo accreditano quasi unanimemente come una delle pellicole migliori viste finora nella competizione principale.

Focus sui film di domenica 6 settembre

La giornata di lunedì 7 agosto:

Das Fraulein , di Andreas Staka, Svizzera Germania, alle 14:00 al FEVI e l’attesissimo

AGUA di Veronica Chen , Francia – Argentina, alle 16:15 sempre al FEVI una storia che si snoda nel mondo dello sport agonistico chiamando in causa aspetti etici e rapporti interpersonali, a partire da una storia di sconfitta e riscatto che, se il film corrisponderà alle attese, potrebbe essere molto coinvolgente. 
In serata in Piazza Grande programma ricco e interessante si comincia con lo spagnolo “ un Franco 14 pesetas”si prosegue col corto italiano “ 10 insects to feed” di Masbedo e si conclude con l’austriaco “In drei tage bist du tot” temi diversi, paesi diversi e la curiosità di capire quale fosse il filo conduttore che ha indotto la direzione a proporli insieme.

Dalle 21:45 in Piazza Grande, da ricordare che la tripla proiezione comporta un aumento di costo del biglietto.( 32 franchi, circa 20 euro, diviene conveniente l’abbonamento giornaliero a 42 franchi).

Play Forward propone invece una ventina di corti e medio metraggi, dalle 11 al Palavideo di Muralto, dalle 16,15 a “la sala”, poi alle 19:00 di nuovo al Palavideo. 
Da segnalare anche un anteprima nella settimana della critica: “Zeit des Abschieds”  al Kursaal  alle 11:00._

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Pubblicato il 07 Agosto 2006
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