Galanda: «L’unità è la chiave per far bene»
Il lungo firmerà un contratto triennale. "Tra me e Varese un interesse reciproco; obiettivo playoff"
«Io a Varese ho giocato un anno solo, e le cose non andarono bene: di più. Ora sarà necessario non pensare a quello splendido campionato, ma lavorare per creare un gruppo unito, che mostri ai tifosi un’identità precisa e che si integri nella città. Queste sono le chiavi per una stagione vincente».
È bello sentir parlare Giacomo Galanda (con Sandro Galleani nella foto Sportlight – G. Cottini) con di nuovo addosso i colori biancorossi della Pallacanestro Varese, sette anni dopo quel formidabile anno concluso con lo scudetto della stella. Tornato mercoledì da una lunga vacanza negli Usa, "Jack" si è subito calato nel suo nuovo ruolo: quello di figura di riferimento della nuova Whirlpool. «Con cui non ho ancora firmato – precisa – ma ormai l’accordo è fatto».
Quando è maturata la decisione di dire sì alla proposta di Varese?
«Non c’è stato un momento preciso. Diciamo che la società era interessata a me e viceversa: un po’ per volta ci siamo avvicinati e abbiamo concretizzato questa volontà. Prima di tutto però ho atteso una proposta da Milano con cui ero in scadenza di contratto: volevo capire se c’erano i presupposti per continuare all’Armani perché era l’ultima società nella quale ho militato. Loro con me sono stati corretti, hanno formulato una proposta nella quale non mi rispecchiavo e a quel punto ho iniziato a valutare altre possibilità insieme al mio procuratore. Scremando le proposte erano rimaste quelle di Varese e di due spagnole; io ero in vacanza, ho potuto pensare a cosa fare e infine ho scelto di tornare qui».
Quanto ha contato il pressing di De Pol su di lei?
«Non ha inciso per niente (ride ndr)!. Scherzi a parte: le cose sono andate come ho detto prima, anche se quando è stato il momento di pensare a Varese mi sono sentito con Sandro per sapere come andavano le cose. Una cosa è certa: lui sarà una figura essenziale per costruire la mentalità necessaria per far bene in questo campionato».
Howell, Fernandez, De Pol e Galanda: un pacchetto lunghi che sulla carta promette bene. Qual è il suo giudizio a riguardo?
«Per il campionato italiano il nostro reparto è sicuramente interessante. Non siamo troppo pesanti, è vero. Però mi pare che nel complesso siamo dotati un mix di tecnica, astuzia e atletismo con cui potremo sopperire alla mancanza di chili. Io credo che le nostre caratteristiche possano dar vita molte possibilità tattiche diverse vista la nostra intercambiabilità, e questo sarà senz’altro un valore aggiunto per la Whirlpool».
È già possibile, secondo lei, pensare a un obiettivo stagionale per lei e per la squadra?
«Come dicevo, io di Varese ho un ricordo dolcissimo al quale è meglio non pensare perché quell’anno fu irripetibile. Occorre lavorare per far emergere le nostre potenzialità che non sono poche, darci come obiettivo quello di raggiungere i playoff e da lì vedere come proseguire. Sarà importante dare il meglio di noi lungo tutta la stagione: ormai il campionato è molto equilibrato ed è probabile incontrare momenti di crisi nel corso dell’anno. Bisognerà stare attenti a non disunirsi e crescere passo dopo passo. Io firmerò un contratto di tre anni proprio perché credo che qui si possa costruire un gruppo con un’identità, un’unità e un carattere propri. Cose che non si inventano in poco tempo ma che, con la volontà di noi giocatori, l’aiuto dei tifosi e il calore di tutta la città potremo realizzare».
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