Sistema Solare: in arrivo tre nuovi pianeti?
Giovedì 24 agosto sarà resa nota la nuova definizione di pianeta; altri tre corpi celesti nel nostro sistema potrebero rientrare nella formula
Conto alla rovescia per gli astrofili: domani, giovedì 24 agosto 2006, il Comitato per la definizione di pianeta riunito a Praga potrebbe rendere ufficiale una risoluzione in grado di sconvolgere la storia dell’astronomia, facendo riscrivere le carte del nostro sistema solare.
In gioco c’è la definizione stessa di pianeta. Fino agli anni ’90 bastava pensarlo come un corpo celeste di massa significativa, in orbita intorno ad una stella e che non produce energia con la fusione nucleare (quindi non è esso stesso una stella); ma le scoperte nello spazio di nuovi oggetti, difficilmente classificabili – vedi la scoperta di Sedna nel 2004 – ha spinto gli scienziati a riunirsi intorno a un tavolo per raggiungere un accordo.
Questa la nuova definizione che dovrà essere votata: pianeta sarebbe ogni corpo celeste orbitante attorno a una stella (tale però da non generare energia nucleare, ovvero che non sia una stella esso stesso) caratterizzato da una massa sufficiente affinché la propria gravità gli faccia assumere una forma quasi sferica.
Sembrerebbe una sottigliezza teorica. Invece, se la risoluzione sarà approvata, tre new entry arriverebbero a far compagnia ai nove tradizionali pianeti del Sistema Solare: si tratta di Cerere (oggi considerata il principale asteroide), Caronte (oggi definito come un satellite di Plutone) e 2003 UB313, a cui non è stato dato ancora un nome ufficiale e tra gli astronomi è noto come Xena. Cambia così la cara, vecchia geografia astronomica cui siamo stati abituati fin dalle elementari. Nell’antichità, come rivela l’etimologia del termine pianeta (vagabondo, in greco), venivano considerati tali tutti gli astri che si spostavano nel cielo notturno rispetto allo sfondo delle stelle fisse, ovvero la Luna, il Sole, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. Nel 1781 venne scoperto Urano, il primo pianeta che non era noto agli astronomi greci, mentre nei successivi 150 anni sarebbero stati individuati Nettuno e Plutone.
Se non mancano gli entusiasti per la novità, c’è anche chi, come il New York Times, rifiuta decisamente la formula in discussione dal comitato degli esperti; il quotidiano Usa vorrebbe addirittura espellere Plutone dal numero dei pianeti (leggi la panoramica sulla stampa estera pubblicata dall’Internazionale).
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