Un cane non è una valigia qualunque

Lettere sul caso di Priscilla, il bulldog morto per il caldo a Malpensa nella stiva dell'aereo

Egregio Direttore,

mi spiace dover apprendere quanto successo a Priscilla. Le posso assicurare che non é l’unico caso di animali malgestiti all’interno delle aree aeroportuali ed ammiro il Sig. Cusenza che ha avuto il coraggio di scrivere così come ammiro lei che ha dato la possibilità che una storia simile venisse a galla.
Oramai la professionalità è un optional nell’ambiente aeroportuale tutto viene gestito con sommarietà, un rincorrere continuamente i problemi perché non vi è alcun tipo di pianificazione, e purtroppo, in questa rincorsa, Priscilla ha avuto la peggio. È per me imbarazzante pensare come tante persone roteano (handling agent, supervisori merce Alitalia, Supervisori passeggeri Alitalia, Ramp agent Sea…) intorno a ciò che è un aereomobile e come nessuna di esse si sia preoccupato a seguito di un ritardo (purtroppo la normalità oramai a Malpensa) di prendersi carico della situazione.
E posso assicurare che i mezzi ci sono, sarebbe bastata un po’ di buona volontà da parte anche di una sola delle persone coinvolte nel processo ma così purtroppo non è stato. Un supervisore come puo’ dimenticarsi di aver caricato un cane in stiva, come puo’ dimenticarsi di attivare delle procedure (esistenti in queste situazioni), come puo’ un caposquadra addetto al carico del volo non accendersi una lampadina e pensare che con le temperature di questi giorni una stiva si puo’ trasformare in un forno, come possono tutte queste persone continuare a lavorare in un ambiente dove la professionalità e la precisione sono un MUST.

Signor direttore rimango esterrefatto e arrabiato perché comunque Priscilla per colpa dell’idiozia di un sistema e di chi lo comanda è morta.
Cordiali Saluti

Alessandro


Egregio Direttore

Leggendo quanto è successo al Cane del Sig. Francesco non posso che incazzarmi.
Che il servizio dato da Alitalia e dalla SEA all’aereoporto di Malpensa sia carente lo sappiamo tutti inclusa la comunità europea tanto che ha sempre avuto grossi dubbi a chiamare UB l’aereoporto della brughiera ma che si arrivasse a tanto non potevo immaginarlo.
Forse quelle "persone" che gestiscono i piazzali considerano un cane come una valigia qualunque,credo sia il caso di addestrarli nella distinzione trà le cose e gli esseri viventi.
Comunque Sig. Franceso spero che abbia sporto denuncia sia ad Alitalia che alla Sea ,e nel futuro si aggiunga a quella schiera ormai numerosa che se possono evitano di volare con Alitalia

saluti

Giovanni

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Consiglio al signore del cane di malpensa di rivolgersi ad un legale e fare causa , chieda  i danni morali e li denunci per maltrattamenti, si faccia pagare caro.
Non avrà indietro il suo cane ma almeno la pagheranno cara.
Per un fatto del genere puo ottenere molto.

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Egr. Direttore,
Le scrivo in riferimento al caso successo a Malpensa sulla morte "oscena" di un cane in attesa della partenza.
L’accaduto mi ha particolarmente colpito amante degli animali(ma soprattutto dei cani) come io sono e della poca delicatezza avuta dall’Alitalia in tutta la situazione.
Nell’ottenere giustizia spero che si possa ottenere anche una certa apertuta di occhi nel miglirare un servizio che mi ha costretto più volte a trovare una soluzione diversa (per il mio cane) sull’utilizzo dell’aereo.
Non sarebbe male instaurare una figura responsabile degli animali a bordo che possa loro dare assistenza e soprattutto amore durante il viaggio in aereo.
Diatinti saluti
Prof. Claudio Schena

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Pubblicato il 02 Agosto 2006
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