Albertoni incontra il Presidente Napolitano
Il presidente del Consiglio Regionale ha presenziato all’incontro fra i rappresentanti delle regioni e il Capo dello Stato
Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Regionale Ettore A.Albertoni a seguoto dell’incontro avvenuto oggi, 19 settembre, col Capo dello Stato Giorgio Napolitano
“Dò atto al Presidente della Repubblica di aver dimostrato molta attenzione a quanto ho avuto modo di esporre al Quirinale nel corso dell’udienza di oggi, in cui Napolitano ha ricevuto il Coordinamento della Conferenza dei Presidenti dei Consigli Regionali e delle Province Autonome. In particolare ho presentato al Presidente gli orientamenti formali per l’attuazione della Costituzione vigente, anzitutto l’Ordine del giorno del 27 luglio scorso approvato dal Consiglio Regionale con l’ampio consenso espresso sia dalla maggioranza federalista che governa la Lombardia, sia dalle opposizioni (Ds e Margherita). Ho anche segnalato la recentissima deliberazione della Giunta Regionale della Lombardia che ha aperto in via formale la procedura di attuazione della Costituzione in forza dell’articolo 116, terzo comma (richiesta di modalità e di forme di autonomia finora riservate alle Regioni a statuto speciali), con le competenze di cui all’articolo 117 e le dotazioni finanziarie previste nelle forme del federalismo fiscale dell’articolo 119.
Il documento della Giunta regionale sarà oggetto di esame e di discussione per gli ulteriori adempimenti formali nella sessione consiliare lombarda che avrà luogo il 24,25 e 26 ottobre prossimi e che sarà totalmente dedicata all’attuazione della Costituzione, alla coerente elaborazione di linee guida per lo Statuto Regionale che la Lombardia deve ancora stilare e alla riforma della legge elettorale regionale.
Ho apprezzato l’alta sensibilità istituzionale del Presidente della Repubblica nel valorizzare il lavoro che stiamo congiuntamente conducendo tra Giunta e Consiglio Regionale. Ho infine fatto presente che eventuali ulteriori modifiche costituzionali del Titolo V, seconda parte della Costituzione vigente non sarebbero in alcun modo accettabili, perchè dopo 23 anni di dibattito istituzionale, due riforme e due referendum confirmatori occorre passare senza indugi all’attuazione della suprema Carta della Repubblica. Sono convinto che questo positivo avvio che coinvolge tutti i Consigli Regionali del Paese sia la premessa per un lavoro comune che possa portare a migliori risultati di libertà, democrazia, partecipazione e sviluppo nella logica del federalismo innovatore che è nella Costituzione”.
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