Confronti di colori barocchi in musica
Continua il successo dei concerti a tema “Sublime Incanto” con I Madrigalisti Ambrosiani al Sacro Monte di Varese
Saranno il violino, il violoncello, il violone e l’organo ad esprimere il gusto per lo stupore e la sorpresa, la ricerca della varietà e la ricchezza dei colori della musica barocca nel concerto dei Madrigalisti Ambrosiani e I virtuosi delle Muse domenica 24 settembre presso il Santuario di Santa Maria del Monte sopra Varese alle ore 21.00.
Diretti da Stefano Molardi suoneranno musiche di Dietrich Buxtehude, Claudio Monteverdi, Nicola Matteis, Francesco Cavalli, Henry Purcell accompagnati dalle suggestive armonie dell’organo a canne a cassapanca. La musica barocca infatti proprio nel repertorio sacro si rivelò una delle sedi privilegiate della sperimentazione di nuovi idiomi, nuove combinazioni e soluzioni formali.
La penisola italiana e l’area germanica svolsero un ruolo di primo piano in questo senso, con le esperienze elaborate nel nostro Paese esportate verso l’Europa settentrionale sin dall’ultimo Cinquecento, insieme a tanti compositori che contribuirono a vivificare e rinnovare le cappelle tedesche.
Così, la fortuna nordica di Claudio Monteverdi fu tanto estesa quanto immediata, aprendo la strada anche alla circolazione delle musiche dell’allievo e successore Francesco Cavalli. I modelli proposti da questi due compositori nelle forme del salmo e del mottetto ebbero un profondo impatto sulla cultura musicale entro cui si espresse l’arte di Dietrich Buxtehude, celebre organista di Lubecca. Egli raccolse la lezione della vocalità del primo barocco italiano, già arricchita coloristicamente dalla partecipazione degli strumenti, integrandola col gusto specificamente germanico per un trattamento strumentale più elaborato, creando pagine la cui potenza espressiva conobbe raramente eguali tra i contemporanei.
Tuttavia, gli scambi e i confronti tra i colori della scrittura musicale barocca dell’Italia e della Germania si espressero su un terreno ben più ampio e fecondo, che la figura di Buxtehude illustra felicemente proprio nella sua inestinguibile sete di rinnovamento del linguaggio, documentata specialmente nelle sue cosiddette cantate: la varietà dei brani presentati nel concerto ci consente di scoprire l’interpretazione e l’assimilazione dei modelli tutti italiani offerti dalle forme del Concerto, dell’Aria e del mottetto.
Tutto il programma delle manifestazioni sul sito www.400.sacromontevarese.it
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