«Il basso profilo? Lo hanno chiesto gli azzurri»
Il dg di Varese 2008 Gabriele Sola spiega il motivo per cui non sono stati organizzati eventi per coinvolgere la Nazionale. «È ora di parlare di sport»
«L’idea di utilizzare in modo più evidente la presenza della Nazionale di ciclismo a Varese era venuta anche a noi. Quando però abbiamo fatto la proposta allo staff azzurro, il team manager ha preferito mantenere un profilo basso: il ritiro è stato di breve durata e soprattutto si è svolto a pochissimi giorni dal Mondiale. Si è preferito mantenere tranquilli gli atleti per non deconcentrarli». Gabriele Sola chiama da Salisburgo, dove la rassegna iridata 2006 è ormai in pieno svolgimento, per spiegare il motivo del "silenzio" che ha circondato la presenza di Bettini e compagni sulle nostre strade.
«Vorrei puntualizzare una cosa, innanzitutto» spiega Sola (nella foto accanto a Danilo Di Luca). «La Nazionale non ha scelto per caso di venire ad allenarsi a Varese, ma piuttosto è stata invitata e agevolata dall’intervento di Varese 2008 che si è occupata di contattare la sede del ritiro e di occuparsi di diverse altre cose. Inoltre lunedì a Villa Cagnola i nostri massimi rappresentanti erano presenti per accogliere gli azzurri e farli sentire a proprio agio. Proprio in quell’occasione era stata avanzata la proposta di invitare gli atleti a sfilare davanti al pubblico, ma come detto ci è stato chiesto di non forzarli. E così abbiamo preferito soprassedere».
Sola spiega anche il motivo del disguido che ha fatto trovare chiuse le porte di Palazzo Estense martedì mattina, quando gli azzurri hanno effettuato una sosta che si pensava istituzionale. «In realtà non erano state previste visite al Sindaco o quant’altro. Semplicemente, c’era l’accordo di trovarsi davanti al comune con la staffetta di scorta che era stata richiesta per l’allenamento. Quando la Nazionale si è fermata per un momento c’è stato chi è corso a chiamare il sindaco Fontana che per altro è stato molto pronto e signorile ed è corso a dare il benvenuto alla squadra. Ma, ripeto, non c’erano in programma visite».
Infine Sola sottolinea un aspetto emerso nel nostro editoriale di ieri: «Se sono d’accordo sul fatto che sia ora di parlare di ciclismo piuttosto che di politica e finanziamenti? Sicuro. Non aspetto altro. È fondamentale che tutta la città inizi a vivere il Mondiale sia dal punto di vista sportivo sia da quello delle opportunità di sviluppo per il territorio. Poi è ovvio che i politici e gli organizzatori debbano pensare agli altri aspetti, ma il ciclismo deve rimanere al centro dell’attenzione».
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