L’istituto per mediatori apre le porte ai nuovi iscritti
Giovedì 5 ottobre in programma il test di ammissione al corso di laurea triennale per interpreti e traduttori
“Piccolo è bello”, potrebbe essere lo slogan. «Pochi iscritti, un solo corso di laurea triennale ed un percorso di specialistica ci permettono di seguire con attenzione i nostri studenti. Ad ogni anno si iscrivono una cinquantina di ragazzi e i docenti sono poco più di trenta. Forse è proprio a questo che dobbiamo molto del nostro successo». Graziano Gornati è il preside dell’Istituto universitario in scienze della mediazione linguistica di Varese. Parla dei suoi studenti mostrando con soddisfazione alcune delle loro tesi, li conosce quasi tutti per nome. La sua scuola, nata nel 1984 e diventata ateneo dal 2003, forma interpreti e traduttori professionisti e in vent’anni di attività ha laureato più di 300 allievi.
«Abbiamo le lingue nel Dna, per questo motivo abbiamo deciso di portare al massimo consentito le ore dedicate al loro insegnamento – ha commentato Gornati -. I nostri corsi sono tenuti da docenti universitari e la parte linguistica è seguita da professionisti madrelingua». Ogni anno l’istituto immatricola dai quaranta ai cinquanta studenti e giovedì 5 ottobre si terrà la prova preliminare per accedere al corso in scienze della mediazione linguistica. Il test d’ammissione prevede domande di italiano, grammatica, comprensione e traduzione di testi in lingua straniera.
Dal 2006 sarà inoltre possibile completare a Varese l’intero percorso di studi: «Grazie alla collaborazione con l’università telematica Guglielmo Marconi di Roma abbiamo introdotto l’indirizzo specialistico in “traduzione letteraria e tecnico scientifica” o in “Interpretariato di conferenza” – ha spiegato Barbara Galafassi, docente di etica della professione -. On line gli studenti seguiranno la parte teorica, mentre noi cureremo le lezioni frontali». Dal punto di vista lavorativo il corso offre ottime possibilità: secondo i dati forniti dall’istituto la percentuale di impiego è del 95 per cento e le professioni accessibili vanno dal giornalismo al turismo, dal doppiaggio cinematocrafico al lavoro nelle organizzazioni internazionali.
«In poco più di un mese i nostri studenti trovano un impiego- ha aggiunto Galafassi – anche se in molti lavorano già è si perfezionano studiando. Loro sono quelli più dinamici, conoscendo il mondo del lavoro sanno quanto sia importante avere in mano un titolo di studio di questo livello». Per gli studenti-lavoratori la scuola prevede lezioni al sabato e serali. Il 16 ottobre organizzerà il suo open day per permettere agli interessati di conoscere da vicino la sua offerta formativa.
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