La carica dei cento per “la giurisprudenza” varesina

Ha preso il via il corso di laurea in giurisprudenza all'Università dell'Insubria di Varese. Emozionati ma contenti i tantissimi ragazzi seduti in aula

Tutto esaurito. Per la prima ora di lezione, del primo giorno, del primo anno di giurisprudenza nella sede varesina di via Ravasi dell‘Università dell’Insubria, c’erano solo pochi posti liberi in prima fila.
La scelta dell’ateneo di sdoppiare il corso di legge ha colto nel segno. Nonostante la riforma, che ha cambiato profondamente il corso di laurea portandolo a 5 anni filati, sono oltre un centinaio, fino ad oggi, gli iscritti, ma le immatricolazioni non si sono ancora chiuse.

Sin dalle 10 di questa mattina, fuori dall’aula 2.01, sono cominciati ad affluire gli studenti. L’atmosfera era proprio quella del primo giorno di scuola. Eppure: «So che l’università non ha nulla a che fare con le superiori – commenta convinto Samuele ( nella foto) – Sono contento che mi verrà insegnato un metodo di studio che concede autonomia pur nella responsabilità di dover fare gli esami. Per me la scelta della facoltà di giurisprudenza era abbastanza obbligata, dopo ragioneria. Ma il diritto mi è sempre piaciuto. Poi l’opportunità di studiare vicino a casa, senza dover fare il pendolare… È stato proprio un colpo di fortuna».

Meno convinta, ma ugualmente motivata , è Marta ( a sinistra nella foto, insieme a Roberta): «Ho scelto giurisprudenza perchè era uno dei pochi corsi senza test d’ammissione. Poi mi sono detta: l’avvocato è sicuramente una bella professione…Sono venuta alla presentazione del corso e mi sono convinta: l’ambiente è piccolo e molto giovane e questo mi sembra una sicurezza».

«Io, da "grande", voglio fare il notaio – dichiara Roberta – Il fatto che siano cinque anni di studio è un vantaggio, così non si deve perdere tempo con la tesi dopo tre anni… Io arrivo da Verbania e faccio la pendolare. Se non ci fosse stato questo corso sarei comunque andata a Como. Per dormire fuori, tanto valeva scegliere una città piccola e meno esigente di Milano».

Una scelta decisamente inaspettata è quella di Francesca che, da Rho dove abita, ha deciso di venire tutti i giorni a Varese: « Qui l’ambiente è più raccolto, ci sono meno iscritti e spero che sia meno dispersiva. In mancanza dell’opportunità varesina, sarei sicuramente andata a Milano: voglio fare magistratura e quindi la mia è stata una scelta maturata anni fa».
Una decisione coccolata da tempo quella di Valentina ( nella foto) che ha costruito tutto il suo percorso formativo in funzione della laurea in giurisprudenza: «Ho fatto il liceo classico con l’idea di iscrivermi a giurisprudenza. E ho sempre pensato di farlo all’Insubria: quando sono andata all’open day a Como nella primavera scorsa, ancora non c’era la notizia dello sdoppiamento dei corsi. Quest’ateneo mi piace: è piccolo ma ben organizzato e permette un rapporto migliore con i docenti. Sono certa che riceverò un’istruzione identica a quella che avrei avuto a Milano».

Scelta obbligata, infine, per Marco al quale, la volontà di raddoppiare i corsi ha tolto le castagne dal fuoco: «Io sono uno studente lavoratore. Se fossi dovuto andare a Como avrei, probabilmente, dovuto lavorare di notte. In questo modo posso fare tutt’e due le cose comodamente… o quasi».

A tenere a battesimo il nuovo corso è stato il professor Paolo Zanzi, docente di filosofia del diritto, che è arrivato in classe puntuale alle 11, soprendendosi un po’ dei riflettori puntati: «Sono il primo professore, del primo corso di giurisprudenza a Varese? Sarà perchè sono varesino….».

Dopo un breve saluto da parte del docente Paolo Lepore, in sostituzione della preside Storti Storchi, la lezione ha inizio. Giurisprudenza è partita!

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Pubblicato il 25 Settembre 2006
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