Oasi Boza, l’allarme di Legambiente e Lipu
L'area di interesse naturalistico è stata abbandonata al degrado dal Comune, accusano gli ambientalisti
L’Oasi
Boza, area di interesse naturalistico situata nella parte alta di
Cassano Magnago, e già teatro di numerosi appuntamenti e visite guidate per gli amanti della natura e le scolaresche, è ora abbandonata al degrado: lo hanno denunciato negli scorsi giorni Legambiente e Lipu, che cogestivano l’area, puntando il dito contro il disinteresse mostrato dall’amministrazione comunale.
Nato
da una cava dove fino agli anni Settanta si estraeva argilla per la fabbricazione di mattoni, lo stagno della
Boza è stato oggetto agli inizi degli anni Novanta di un
programma di recupero che ha coinvolto cittadini, scuole ed
associazioni. Finché, l’11 ottobre 1998, è stata
istituita l’Oasi Boza, che nel
periodo di gestione della LIPU in collaborazione con Legambiente "è
stata un laboratorio all’aria aperta per l’educazione ambientale
oltre che un simbolo della tutela della biodiversità sul
territorio cittadino" scrivono gli ambientalisti. Tra il 1998 ed il 2004 sono stati effettuati
studi scientifici, realizzate strutture per facilitare
la fruizione (ponticelli, passerelle, pannelli didattici, capanno) ed
organizzati eventi natura per far conoscere alla cittadinanza
l’importanza dell’area, mentre le proposte didattiche hanno
ricevuto a tutt’oggi circa 7.450 adesioni da parte degli studenti
di Cassano Magnago e zone limitrofe.
"Nonostante ciò, e sebbene
l’Oasi Boza fosse ormai riconosciuta a livello sovracomunale come
un luogo di eccellenza per l’educazione ambientale e la
conservazione di natura e territorio, alla scadenza della convenzione
l’attuale Amministrazione Civica guidata dal Sindaco Aldo Morniroli
non ha provveduto al rinnovo, né ha adottato soluzioni di
altro genere per conservare l’area" lamentano Sergio Luoni e Massimo Soldarini in rappresentanza rispettivamente di Legambiente e Lipui. "Oggi la Boza versa in
condizioni di penoso degrado e sta tornando ad essere il luogo dimenticato
di un tempo, tanto che c’è da chiedersi a cosa siano serviti
i precedenti investimenti. Ponticello crollato,
passerelle marce e pericolanti, pannelli didattici rotti, cartelli
del regolamento coperti da vernice o sbiaditi, capanno con scritte
poco consone al luogo, rifiuti abbandonati, ambrosia che cresce
indisturbata (vedi fotografie allegate): questa è oggi l’Oasi
Boza". Non solo: ma a tutto si aggiunge l’indifferenza mostrata dal Comune. "Ad una lettera di segnalazione di potenziale pericolo per i
visitatori da noi inoltrata al comune
di Cassano Magnago in data 21 giugno u.s. l’Amministrazione
Comunale, in assoluto spregio dello Statuto cittadino, non si è
neppure degnata di rispondere. Di conseguenza crediamo che sia giunto
il momento di percorrere
ogni strada possibile per portare quanto sta accadendo alla Boza a
conoscenza della cittadinanza e per cercare di salvaguardare un’area
tanto importante per gli aspetti naturali e culturali di Cassano
Magnago".
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