Chiesta l’archiviazione per Ivan Basso

La Procura del Coni ha diramato la decisione sul campione che sabato potrebbe correre al "Lombardia"

Un sorriso per Ivan Basso, dopo oltre cento giorni segnati dall’accusa. La Procura del Coni ha chiesto ufficialmente l’archiviazione del caso che riguarda la maglia rosa dell’ultimo Giro d’Italia, fermato 105 giorni fa alla vigilia del Tour de France dopo che il suo nome era spuntato dalle carte di "Operacion Puerto", l’indagine antidoping condotta dai giudici spagnoli.

Dopo questa decisione il corridore di Cassano Magnago può quindi tornare alle gare anche se la decisione tocca alla Csc, la squadra di Ivan (nella foto di Nicola Ianuale) che in base al codice etico lo aveva sospeso. A questo punto la speranza è che Basso possa partecipare al Giro di Lombardia, la grande classica di fine stagione che si disputerà sabato con partenza da Mendrisio e arrivo a Como nella quale fu terzo nel 2004.
«È una bella notizia – ha dichiarato Basso alle agenzie quando ha saputo del proscioglimento – ma non so ancora se potrò correre il Lombardia. Sto andando a parlare con Riis (a Lugano ndr), poi decideremo».

Poco dopo la notizia dell’archiviazione chiesta dal procuratore Franco Cosenza, è arrivato il commento del presidente della Federciclismo Renato Di Rocco, schierato fin dall’inizio a favore di Basso. «Sono molto soddisfatto per la decisione della procura del Coni, che ha operato con meticolosità ed assoluta autonomia. Per noi era importante la difesa della dignità degli atleti. Siamo per la serietà e il rigore, ma rifiutiamo ogni demagogia e vogliamo il rispetto della persona e delle regole, senza il quale non c’è vera giustizia».

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Pubblicato il 12 Ottobre 2006
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