I frontalieri in coda dicono sì al treno
Da una serie di interviste su un campione di frontalieri in coda emerge l'avvallo al progetto di spostare il capolinea della ferrovia Lugano-Ponte Tresa in Italia
Tutti in coda allegramente ma non troppo. Anche questa sera come tutte le sere il lungo serpentone, che si snoda per chilometri da Agno fino a Caslano, viene inghiottito dalla dogana sul ponte della Tresa. Dalle 17 qui è un inferno di tubi di scappamento puntati come armi contro l’auto che li segue. La gente nelle automobili aspetta, ormai rassegnata da anni di allenamento, a stare ferma in fila almeno un’ora nel lento incedere verso la tanto agognata meta che è poi la casa, la cena. Qualcuno si alza molto presto la mattina per essere al lavoro a Taverne, zona industriale di Lugano, alle 8,30. Allora chiediamo cosa ne pensano alcuni di queste miglaiai di lavoratori imbottigliati in coda di un treno che li prenda e li porti, comodi comodi, nei pressi del posto di lavoro.
«Bisogna fare qualcosa per risolvere il problema di noi frontalieri – dice una signora, sola in macchina – io lascerei volentieri l’auto per il treno se mi dessero un posto dove metterla». In effetti, tra le due Ponte Tresa, di parcheggi ce n’è pochi e quelli che ci sono si pagano a tariffa oraria:«Va bene che lavoriamo in Svizzera e guadagnamo buoni stipendi – sostiene un giovane impiegato di un’azienda teicnese – ma lasciare tutto il differenziale che guadagnamo in più per parcheggiare la macchina un giorno intero è francamente assurdo. Ci diano un luogo di interscambio». Molti sono i giovani che lavorano da poco in Ticino e tanti sono i veterani che si avvicinano alla pensione come un signore di 62 anni:«In trent’anni di frontalierato ho visto la situazione peggiorare di giorno in giorno – spiega Giovanni, operaio in una fabbrica di minuteria metallica – i politici hanno sempre detto che il problema andava risolto ma non ho mai visto un miglioarmento». Tutti, comunque, concordano sull’idea di spostare il trenino in Italia. Su 20 intervistati, infatti, 18 hanno accolto con favore l’idea e solo due, perchè in procinto di acquistare una moto, hanno detto che sarebbe inutile.
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