I giovani d’Europa: «Le nostre lingue sono internet e l’inglese»

In visita all'Isis Stein otto studenti polacchi, giunti all'interno del progetto Socrates. Due culture a confronto, con molte coincidenze

Jeans, felpa e una borsa "Guru" in spalla. Può sembrare una qualsiasi ragazza italiana, attenta alla moda e al proprio look. Invece è Justyna, studentessa polacca, di Breslavia in visita all’Isis Stein di Gavirate.
Justyna, insieme a sette compagni di liceo, sono ospiti dei coetanei italiani nell’ambito del progetto Socrates, finanziato dall’Unione Europea per favorire l’integrazione e la multiculturalità.

Per i giovani "locali", tutti iscritti al liceo scientifico, è la prima esperienza seria di contatto con l’Europa: una settimana di full immersion per studiare, progettare e divertirsi insieme.

«La prima cosa che ho notato arrivando in Italia? Decisamente la temperatura. Da noi fa già molto freddo» commenta candidamente la giovane polacca intenta a controllare le decine di fogli che i ragazzi sono chiamati a consultare per ideare un programma di integrazione europea. (nella foto da sinistra Katarzyna, Agnieszka e Justyna)
Per lei, e per le sue amiche Agnieszka e Katarzyna, il viaggio in Italia è una grande occasione per vedere da vicino i monumenti, assaggiare il cibo e… gustare il vino: «È una grande opportunità – interviene Agnieszka – conoscersi direttamente ci dà modo di sapere meglio chi sono gli altri».

Anche per i docenti, la conoscenza diretta è il miglior modo per favorire la convivenza: «Il confronto ti dà modo di superare pregiudizi, di sfatare stereotipi – spiegano i due docenti accompagnatori – Noi arriviamo da una storia particolare, sotto il regime comunista. Da 16 anni, però, abbiamo cambiato vita, ma per noi è ancora difficile far capire i mutamenti fatti e in corso. L’ingresso in Europa ci fa bene soprattutto sul piano dell’autostima perchè abbiamo visto il nostro paese cambiare velocità: nel campo delle infrastrutture, per esempio, degli investimenti stranieri. Investire sui giovani è il modo migliore per costruire una nuova casa comune europea».

Mescolati, polacchi e italiani, quasi si confondono, se non fosse per la lingua: «Oggi noi usiamo abitualmente internet – spieha Szymon ( a sinistra con Piotr) – e siamo coscienti di come vada il mondo. Siamo vestiti uguali ai coetanei di altri paesi, abbiamo interessi analoghi. Chattiamo abitualmente con studenti tedeschi, danesi, olandesi. Certo, dal confronto diretto emergono molte più coincidenze o differenze su cui riflettere». L’Italia è per Piotr un paese geograficamente molto ricco: monti, mare, laghi, ma ad impressionare è soprattutto il caos delle strade: arrivando da Orio al Serio si sono imbattuti immediatamente nel problema delle infrastrutture…

«La Polonia sta cambiando rapidamente – commenta Adrian, quarto anno liceo scientifico, da dieci anni in Italia proveniente da Varsavia – Io torno nel mio paese d’origine almeno una volta all’anno ed è evidente di come stia crescendo anche da un punto di vista economico».
Adrian è il traduttore ufficiale, anche se tutti masticano perfettamente l’inglese, e l’animatore del gruppo: oltre alle sedute di studio sono in progetto una castagnata, una pizzata, il torneo di pallavolo, e chissà cos’altro.

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Pubblicato il 16 Ottobre 2006
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