I varesini e il “Lombardia”, un tabù lungo 75 anni
Binda trionfò per la quarta e ultima volta nel '31. Dopo di lui solo piazzamenti. Le vittorie di Brambilla e Mara
Non sarà un’edizione come tutte le altre quella del Giro di Lombardia che si correrà sabato 14 sulla distanza dei 245 chilometri tra Mendrisio e Como.
La classica "delle foglie morte" è infatti arrivata alla sua edizione numero 100, un traguardo che spiega chiaramente l’importanza e la storia di questa competizione tanto cara al nostro Alfredo Binda.
Il campione di Cittiglio (foto) trionfò ben quattro volte, con alcune prove leggendarie: per lui ci fu il gradino più alto del podio nel 1925, ’26, ’27 e nel ’31. E fu proprio al "Lombardia" che Binda si rivelò all’Italia dopo aver spopolato nelle corse in Costa Azzurra dove era emigrato per lavoro: nel ’24 corse da "isolato" (ovvero senza l’appoggio di una squadra) e fece faville transitando primo sul Ghisallo e chiudendo al quarto posto dietro campioni come Brunero, Girardengo e Linari.
La prima vittoria di un varesino risale però alla seconda edizione (1906) quando si impose il gorlese Giuseppe Brambilla che si prese il lusso di sconfiggere Galetti e Ganna, i primi due vincitori del Giro d’Italia. Per "Luison" Ganna il Lombardia rimase invece tabù: nessun successo, due secondi e tre terzi posti tra il 1905 e il ’10.
Un terzo atleta della nostra provincia si impose nel 1930, il bustocco Michele Mara. Secondo al traguardo venne "promosso" dopo la retrocessione di Piemontesi.
Da allora la classica di chiusura è stata stregata per i corridori varesini. Durante gli anni d’oro di Fausto Coppi (5 successi, record imbattuto) non ci fu posto per nessun nostro esponente sul podio.
Nel ’75 ecco spuntare il bravo e sfortunato Alfredo Chinetti di Premezzo, terzo quell’anno (vinse Moser) e nell’81 (Kuiper) e addirittura secondo nell’80 dietro il belga De Wolf. Nel 1976 fu invece terzo il compianto Miro Panizza.
In quegli anni di rinascita per i pedali varesini ecco un altro secondo posto, nel 1979 con Silvano Contini. Il leggiunese rimase incollato fino al traguardo a Bernard Hinault ma non riuscì nell’impresa contro l’imbattibile bretone.
Gli ultimi quindici anni sono stati ancora ricchi di piazzamenti, ma senza alcuna vittoria. Nel ’92 e nel ’94 la piazza d’onore fu del "Diablo" Chiappucci, superato prima da Rominger e poi da Bobrik. Nel ’95 fu la volta di Daniele Nardello, medaglia d’argento alle spalle di Gianni Faresin.
Qualche anno di pausa e poi l’edizione scoppiettante del 2004: vinse il principino veroneso Cunego davanti a Boogerd e a Ivan Basso. Che non potrà bagnare il ritorno in gruppo sulle strade della sua regione, per una discutibile decisione della sua squadra.
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