Il grande jazz? Lo si ascolta all’università

La manifestazione musicale castellanzese è in programma dal 3 novembre al primo dicembre

Nel 1996 il jazz era sbarcato nella zona del basso Varesotto proprio su iniziativa del comune di Castellanza. Oggi, dopo dieci anni, la tradizione castellanzese non si è persa: da venerdì 3 novembre al 1 dicembre è in programma la nuova edizione di “Il grande jazz all’Università”. Cinque appuntamenti – quattro in programma all’Università Cattaneo – Liuc e uno nel teatro di via Dante – che saranno accompagnati anche da una mostra fotografica e da un film.
«La boa dei dieci anni – concordano Fabrizio Farisoglio (nella foto, a destra), in doppia veste di sindaco e assessore alla Cultura, e Pierluigi Riva (nella foto, a sinistra), direttore generale della Liuc – riflette la forte appartenenza di questa manifestazione alla città. Anche la scelta di coinvolgere comune e Università segue questo percorso: la speranza è che oltre ai molti appassionati, ci sia una risposta positiva anche da parte dei giovani. Non è un caso che i musicisti siano giovani talenti nel momento del decollo».
Dieci anni di vita quindi, che hanno visto anche la nascita di altre iniziative simili in altri comuni del Varesotto, fra cui spiccano Busto Arsizio con il suo Eventi in jazz, che si è concluso proprio i questi giorni e Gallarate. Momento d’oro quindi per il jazz e a quanto pare anche per i comuni del sud della provincia. Dopo i temi legati ad esempio ai trasporti, si parla anche di sinergie a livello culturale. «Con il sindaco di Busto, Gigi Farioli – racconta Farisoglio -, abbiamo gia cominciato a guardare al futuro del jazz: unire gli sforzi significa non solo mettere insieme le nostre risorse economiche, ma anche offrire un evento che abbia una risonanza maggiore. Anche in questo campo, la scelta giusta è creare un sistema del territorio: è arrivato il momento di affrontare le cose con un nuovo approccio, che faccia delle sinergie fra enti il suo punto di forza. Finalmente, oltre alle risorse e alle competenze, oggi c’è anche una volontà politica, che è invece mancata negli ultimi anni».
Si parte quindi venerdì con il primo di cinque concerti che «promettono innovazione, ma senza rischiare di deludere in grandi amanti del jazz – spiega Gianpiero Amoroso dell’assessorato alla Cultura, nonché vero artefice della manifestazione -. Quest’anno, a parte l’appuntamento con Max De Aloe, proponiamo tutti progetti inediti che vedranno salire sul palco formazioni composte da musicisti giovani che però portano già un repertorio proprio».

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Pubblicato il 31 Ottobre 2006
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