«In Italia l’alcool non si tocca»

Lo denuncia l’Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada dopo il recente stralcio della norma che prevedeva il divieto di vendita degli alcolici ai minori, compreso nella Finanziaria

Riceviamo e pubblichiamo

I primi sondaggi dicevano
che la grande maggioranza degli italiani condivideva la proposta, inserita
nella Legge Finanziaria, di bandire dalle aree di servizio autostradali la
vendita e la somministrazione delle bevande alcoliche, nonchè innalzare l’età
minima per acquistare alcolici negli esercizi pubblici da 16 a 18 anni, in
linea con quanto già avviene in tanti altri paesi.
Questa norma è stata
stralciata.
Oggi spiegano che non
c’entrava con la Finanziaria, ma allora perchè ce l’avevano messa?
Il più autorevole organismo
scientifico del pianeta, L’Organizzazione Mondiale della Sanità, afferma:
" L’aumento dell’età minima legale per consumare alcol può contribuire a
ridurre gli incidenti stradali alcol correlati, oltre che il consumo di alcol e
le morti alcol correlate " (
http://www.alcoldrogalegale.com/salute_21obiettivi%20OMS.htm , alla voce
"strategie proposte" ).
I costi che il nostro paese
deve sostenere per i problemi alcol correlati sono enormi: meno problemi
significa meno sofferenza umana, ma anche risparmio economico per lo stato, e
quindi, ci pare, questo c’entra con una Legge Finanziaria.
Purtroppo si sa, l’abbiamo
amaramente costatato troppe volte: in Italia l’alcol non si tocca, le lobbies
dei produttori e dei commercianti di bevande alcoliche hanno troppi soldi
(spesso provenienti da finanziamenti pubblici) e troppo potere.
Viene da pensare che i
nostri parlamentari siano più sensibili alle pressioni di chi ha denaro e
potere, piuttosto che alle opinioni e alle sofferenze dei cittadini italiani.
A pensare male qualche volta
ci si prende.

Carla Mariani Portioli

vice-presidente e responsabile contro le stragi del sabato sera

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Pubblicato il 09 Ottobre 2006
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