Laveno nel gonfalone? “Se ci tolgono non ci offendiamo”

Il sindaco Ercole Ielmini invia una lettera al presidente della provincia. “Prima di utilizzare il nostro simbolo, dovevano chiedercelo”

L’ultimo atto della querelle
sul nuovo gonfalone della Provincia si è consumato qualche giorno fa con una
lettera inviata dal sindaco di Laveno Mombello alla Provincia di Varese
. Il
nuovo stemma di Villa Recalcati, come si ricorderà, fu al centro di polemiche
dopo la scelta di non includere Cuveglio, sede della Comunità Montana della
Valcuvia nel retro del gonfalone, preferendo Laveno, cittadina “maggiormente
rappresentativa della comunità montana”, secondo quanto pubblicato nella
delibera provinciale. Più tardi arrivarono anche le critiche di alcuni sindaci
del Seprio
, area della provincia non contemplata dai simboli contenuti nello
stemma.

Ma cosa ne pensa il sindaco di Laveno
, diretto interessato dalle scelte della
provincia e primo cittadino di un comune “promosso” a rappresentare un ente
come la Comunità Montana, che racchiude in sé diversi paesi?
«Laveno ringrazia per essere stata presa in considerazione, ma da parte nostra
non abbiamo nessuna intenzione di mettere in discussione il ruolo di Cuveglio
come comune che, oltre ad ospitare Comunità Montana, sia pure in grado di
rappresentarla – spiega Ercole Ielmini, sindaco della città rivierasca. Ho già
fatto sapere al presidente della provincia di Varese Marco Reguzzoni che la
prossima volta sarebbe opportuno chiederci almeno il permesso
, prima di
utilizzare il nostro stemma. Oltre che una mia considerazione personale, questo
è anche scritto nello statuto comunale: per utilizzare lo stemma è necessario
presentare una richiesta in municipio. E non mi risulta che questo sia stato
fatto». Ielmini non vuole gettare benzina sul fuoco della polemica, ma è anche
molto chiaro: «Se ci togliessero dal gonfalone per lasciare posto a Cuveglio di
certo non ci offenderemmo
».

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Pubblicato il 18 Ottobre 2006
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