“Vogliamo una scuola pubblica per tutti e di qualità”
L'onorevole Bastico, viceministro della Pubblica Istruzione, spiega perchè è necessario studiare fino a 16 anni. Il 7 novembre via all'iter parlamentare della nuova maturità
Martedì 7 novembre inizierà l’iter parlamentare del disegno di legge che rivede l’esame di matuità. Se sarà approvato entro fine anno o, al massimo, a gennaio, dal giugno prossimo si tornerà ad un esame di stato con parte della
commissione esterna. Ad annunciarlo è stato l’onorevole Mariangela Bastico, viceministro della Pubblica Istruzione, a Varese per partecipare ad un convegno sull’Alternanza "scuola lavoro".
Come sarà la nuova maturità?
Sarà strutturata in modo da ridare dignità al titolo du studio. Si correva il rischio di veder svilire anni di studio e di applicazione. Noi vogliamo restituire contenuto a quel titolo, perchè venga riconosciuto nel mondo del lavoro e al momento dell’iscrizione all’università
Per avere credibilità, vuol dire che il giudizio sarà rigoroso….
«I ragazzi sono spaventati, ma questa decisione va nel loro interesse, per dimostrare il loro valore».
In un percorso serio, però, come si coniuga il sistema dei "debiti", al posto degli esami a settembre?
«Per poter fare l’esame bisognerà essere ammessi. Quindi essere "in regola" con la preparazione. Il problema ci sarà soprattutto al quarto anno: i ragazzi temono che, nel caso rimanessero i debiti, non avrebbe senso fare l’ultimo anno. Chiaramente le cose non saranno così: con un decreto ministeriale indicheremo le modalità per rimediare nell’ultimo anno. Magari potremmo pensare ad una sorta di pre esame in primavera….Stiano comunque tranquilli i maturandi: il sistema verrà applicato a partire dai ragazzi che saranno in terza al momento dell’approvazione»
Dalla maturità al mondo della scuola. Secondo lei, qual è l’umore di questo mondo?
«Credo che ci sia grande preoccupazione. Non esistono punti di riferimento. Nelle ultime due legislature si sono avviate due riforme che non sono state portare a buon fine. La scuola ha bisogno di serenità. Ecco perchè non abbiamo abrogato la Riforma Moratti, ma la stiamo smontando in quei pezzi sgraditi a chi vive in questo mondo. Ciò che ricostruiremo, verrà condiviso nel modo più ampio possibile»
Quale sarà la vostra scuola?
«Innanzitutto una scuola pubblica, visto che comunque è il servizio più amato dagli italiani e con il maggior consenso. Inclusiva, in modo da non lasciare indietro nessuno: secondo noi il grande errore della precedente riforma era di mettere subito i ragazzi sul piano della competizione, della corsa e della scelta anticipata. Noi vogliamo che ogni ragazzo finisca il percorso con una certificazione professionale o un diploma»
In questo senso si colloca la decisione di innalzare l’obbligo fino a 16 anni. Una decisione non molto condivisa..
«Quante persone sanno che il 70% dei ragazzi che escono dalle medie con "ottimo" hanno i genitori laureati? Quante sanno che solo il 40% degli italiani è diplomato mentre il 30% ha la licenza elementare? Che i laureati sono solo il 6% contro il 30% della media europea? Cultura e formazione sono strumenti per affermarsi nella vita sia come cittadino sia come lavoratore. Per noi è fondamentale che tutti siano messi nelle condizioni di migliorarsi e di dotarsi delle competenze spendibili su un mercato del lavoro in continua evoluzione».
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