Acqua, Ato e “comuni ribelli” raggiungono l’accordo

Sventata l’ipotesi del commissariameto: la proprietà degli impianti rimane ai Comuni che riconoscono l’ente come coordinatore

Sventata l’ipotesi del commissariamento dei “comuni ribelli” che si sono rifiutati nelle scorse settimane di sottoscrivere l’adesione all’Ato (Ambito territoriale ottimale) che in futuro dovrà coordinare e gestire il ciclo delle acquae di tutta la provincia. Giovedì mattina, 23 novembre, il responsabile della segreteria tecnica dell’Ato, Franco Taddei, ha incontrato in comune a Tradate i sindaci di Lonate Ceppino, Castelseprio, Castiglione Olona, Caronno Varesino e, appunto, Tradate. La tensione all’inizio dell’incontro era alta, soprattutto perché questi comuni erano gli unici della provincia ad aver sollevato problemi sulle compentenze future dell’Ato, dalla proprietà degli impianti al modello gestionale degli acquedotti e, quindi, alla regolazione delle future tariffe per i cittadini.

La riunione è durata oltre due ore con la consapevolezza che ormai, quanto sollevato dai cinque “comuni ribelli”, è stato fatto proprio anche da altri comuni della provincia di Varese che, nonostante abbiano già aderito (non è ancora dato sapere quali siano), hanno fatto sapere al sindaco di Tradate che rivedranno la propria posizione con un ordine del giorno che approveranno in consiglio comunale. Documento che sarà simile a quello che hanno approvato oggi Ato e “comuni ribelli”.
L’accordo firmato stamane, infatti, prevede l’adesione all’Ato da parte dei Comuni, che però riconoscono per ora all’ente solo il ruolo di coordinatore. Gli impianti rimarrano di proprietà del comune o delle patrimoniali, dove esistono, e non passano di proprietà all’Ato come invece veniva imposto d’ufficio prima delle obiezioni dei cinque comuni.

«Noi non mettiamo in discussione certamente il ruolo di coordinamento dell’Ato – ha spiegato il sindaco di Castiglione Olona, Giuseppe Battaini -. Volevamo per ora tenere salva la proprietà degli impianti. Questo è solo un primo passo, la strada è lunga».

Nell’accordo sottoscritto con l’Ato i cinque comuni hanno anche presentato una proposta di modello gestionale del futuro consorzio che dovrebbe gestire gli acquedotti della provincia. Modello che sarà vagliato dall’Ato nella prossima conferenza d’ambito.
«Abbiamo evitato una sorta di esproprio proletario degli impianti – commenta soddisfatto il sindaco di Tradate, Stefano Candiani -. Le proprietà delle reti rimangono alla collettività. Questo accordo conferma che le nostre posizioni erano corrette. Anche altri comuni si stanno accorgendo di questa situazione e stanno prendendo una posizione simile alla nostra. Non siamo più soli».
«Le normative possono anche cambiare con il tempo, è una situazione piuttosto delicata – ha spiegato Taddei -. È un bene che siamo arrivati a un accordo, adesso il prossimo passo è quello di redigere il Piano d’Ambito, che non è detto comprenda ancora il modello gestionale. E poi ci sono diverse priorità, su tutte l’adeguamento degli impianti».

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Pubblicato il 23 Novembre 2006
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