Carter segna, Capin inventa, la Whirlpool vola

Varese corsara a Reggio Emilia (77-89). Un parziale di 14-2 all'inizio del quarto periodo decide la partita a favore dei biancorossi di Magnano

La Whirlpool espugna il primo campo esterno della stagione e lo fa (77-89 il risultato) sul parquet di Reggio Emilia, in passato spesso ostico per De Pol e compagni. Questa volta però Varese sa imporsi nel momento più importante, l’avvio dell’ultima frazione, dopo che per 30’ il punteggio era rimasto pericolosamente in bilico. A quel punto però un parziale di 14-2 in 3’, figlio di concretezza e concentrazione, segna il match a favore di una Whirlpool che ha in Carter e Capin i principali eroi di serata. L’americano (25 punti) inizia forte ed è decisivo quando la partita prende la via di Varese, Capin dà il cambio a un Keys non al meglio (problema all’adduttore) e mette in campo le bollicine di champagne che fanno diventare frizzante la serata della Whirlpool.

COLPO D’OCCHIO – Prima di tutto arriva il colpo d’orecchio, al PalaBigi. Dove il riscaldamento inizia con le note del Ligabue che non aveva bisogno degli happy hour per scaldare la gente. Da “Ho messo via” a “Bar Mario” finendo con “Urlando contro il cielo che accoglie i padroni di casa all’uscita dagli spogliatoi (foto a lato, la presentazione). In tribuna c’è anche la first lady Santa Castiglioni con il figlio Claudio: finiranno la gara in piedi a salutare la curva che dedica loro un lungo coro.

PALLA A DUE – Varese è al completo e Magnano la manda in campo con il quintetto consueto. La Bipop recupera tutti gli infortunati a eccezione – come ovvio – di Boscagin, accolto da un fragoroso applauso all’ingresso in parterre con le stampelle.

LA PARTITA – Dieci minuti divertenti inaugurano l’incontro. Inizio scoppiettante con Carter che risponde all’ispirato Minard, a quota 8 in 3’. Varese accetta di correre sui ritmi reggiani che però non si addicono troppo alla squadra di Magnano, così il coach chiama il primo time out per predicare difesa. La Whirlpool chiude bene il periodo e mette la testa avanti con i due migliori marcatori, Carter (14) e Howell (10): 26-29.

A cavallo del mini intervallo brilla Capin che non segna ma imbecca tutti i compagni, compreso un Galanda che dopo aver faticato con Ortner si sblocca contro Infante. Il 7-2 consente alla Whirlpool un po’ di respiro; Pasquali chiama minuto, i suoi non combinano granché ma in questa occasione pure Varese è incapace di dare un colpo decisivo. Minard riporta i suoi a -5, due sfondamenti fermano l’inerzia varesina e al 19’ Watson pareggia a quota 43. Violette schiaccia, Holland commette passi e (per fortuna) l’arbitro annulla un cesto a Ortner sulla sirena che premia una Bipop in rimonta, e in vantaggio 45-43.

Con Holland in panchina Varese finisce a -6 nelle prime battute della ripresa, e solo Carter tiene a galla la barca. Da Keith arriva anche la tripla del 49-48, ma Violette sotto canestro e Minard sul perimetro tornano implacabili. Magnano cambia tre quinti della squadra quando Galanda tira sul ferro l’ennesimo pallone: tornano Capin e Howell più Holland fermo a quota 3 punti. Il moro schiaccia il 56-52, dopo una magia di Capin. La gara ora è molto meno bella rispetto alla prima frazione; Carter scalda i tifosi, Magnano vuole la zona ma ancora una volta Varese concede un rimbalzo offensivo che fa tardare il riaggancio fino a 2” dalla fine. A quel punto due personali di Holland chiudono il quarto sul 60-60.

IL FINALE – Ortner esplode uno schiaccione dopo un istante ma è il canto del cigno: Carter e De Pol replicano da lontano, Reggio si spaventa e la Whirlpool distende un contropiede da manuale chiuso da Holland con il canestro del 62-68. La Bipop è alle corde, Capin e Carter approfittano della confusione e la trafiggono dall’arco: 62-74 al 33’. Reggio va con i quattro piccoli attorno all’austriaco e infila due volte in contropiede Varese con Minard. Magnano toglie De Pol e affianca Keys a Carter; l’ennesimo errore di casa viene punito da Holland (66-78 al 36’). Penberthy esce tra i fischi del suo pubblico, i padroni di casa non ci sono più, Holland ha quegli spunti buoni che erano mancati all’inizio e Capin dai liberi è una sentenza. Finisce 77-89, dalla curva si intona la “Marcia trionfale”: la strada è quella giusta.

IL PROTAGONISTA – Il voto più alto va a Keith Carter, per la concretezza e l’intelligenza messa sul parquet dal biondo americano che ridicolizza Penberthy e domina la gara. Ma l’eroe di serata è più di tutti Alex Capin: ad ogni suo ingresso in campo, Varese mette le ali. Prima perché lo sloveno smazza assist al bacio, poi perché si prende in prima persona le responsabilità di andare a segno. Con Keys semi infortunato non ha problemi a comandare la squadra fino al primo successo esterno.

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Pubblicato il 05 Novembre 2006
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