Cinque studenti liceali, ricercatori all’Università di Milano
Per otto mesi frequanteranno il laboratorio di Bioinformatica per studiare il genoma umano. Sono studenti del liceo scientifico chiamati per il progetto "Aspiranti ricercatori"
Nel nostro paese la cultura scientifica attraversa un periodo di appannamento. La stessa ricerca langue costretta da finanziamenti pubblici sempre più risicati. ( nella foto da sinistra: Emanuele Mason, Niccolò Poggi, Federico Mocchetti e Stefano Gallazzi)
L’Università di Milano ha deciso di puntare sugli studenti delle superiori per riuscire a far sbocciare un amore, attualmente in crisi.
Sostenitrici del progetto CusMiBio sono due docenti del liceo Tosi di Busto, Rosanna Latorraca e Daniela Riccio, che hanno deciso di conoscere più da vicino le opportunità che il laboratorio universitario di biotecnologie offre agli studenti delle superiori. Dopo aver preparato i ragazzi e averli incoraggiati a partecipare ad un concorso lo scorso anno, le due insegnanti hanno visto cinque studenti appassionarsi alla ricerca del genoma, tanto che dallo scorso 20 settembre, stanno partecipando al progetto "aspiranti ricercatori" proprio all’Università statale di Milano: lezioni teoriche di bioscienze si alternano ad esperienze dirette in laboratorio, con un incarico preciso da sviluppare a casa: cercare nuovi genomi.
Andrea Scorti, Emanuele Mason, Stefano Gallazzi, tutti di 5G, Federico Mocchetti di 5H e Niccolò Poggi di 5E un mercoledì al mese prendono il treno per arrivare in università: «L’esperienza è importante perchè mi rendo conto di cosa sia l’università – commenta Stefano Gallazzi – stiamo facendo lezioni teoriche con professori universitari che ci insegnano soprattutto il metodo».
Teoria ma non solo: «Ci hanno affidato un compito – spiega Federico Mocchetti – dopo averci indicato alcune banche dati, ci hanno dato una serie di sequenze di geni per verificare se ce ne sono alcune che si riferiscono ad un genoma non ancora catalogato. Le banche dati sono aperte e facilmente consultabili».
Nel loro lavoro, gli studenti utilizzano calcolatori e specifici software sviluppati dal laboratorio di Bioinformatica, Evoluzione e Genomica comparata del Dipartimento di Scienze Biomolecolari e Biotecnologie dell’Università.
Il progetto "Aspiranti ricercatori" avvicina i ragazzi ad un mondo spesso sconosciuto e mitizzato: « Non è facile – prosegue Niccolò Poggi – ma è sicuramente un ambiente affascinante. Se si fa con passione, si trovano gli stimoli giusti per proseguire e vincere gli ostacoli».
Lo sforzo non è di poco conto soprattutto per ragazzi che si avvicinano alla maturità: «Frequentando l’ambiente universitario e toccando con mano gli strumenti a disposizione – afferma Emanuele Mason – riusciamo a capire il valore della ricerca, un settore che ha bisogno di grandi investimenti perchè ha grandi potenzialità».
Per i ricercatori in erba del Tosi ancora non è chiaro cosa riservi il futuro. L’opportunità di saggiare in anticipo una delle tante opzioni che si troveranno davanti a breve viene vissuta con grande responsabilità dai cinque ragazzi: «È positivo che l’ateneo apra le sue porte agli studenti delle superiori, mettendoci a disposizione strumenti e conoscenze» considera Stefano.
«È un segnale importante. Oggi fare ricerca in Italia non è facile. Ci sono molte più opportunità all’estero. La ricerca è, comunque, fondamentale» sostiene convinto Federico.
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