Manca il lettino, l’ambulanza non può lasciare l’ospedale

Il sovraffollamento manda in tilt il Pronto soccorso per più di mezz'ora. Mirabelli (Ds): «Servono risposte rapide e definitive». Interviene anche il primario Perlasca

Riesplode la polemica sul Pronto soccorso dell’Ospedale di Circolo, da molti considerato inadeguato alle esigenze di un bacino di utenza tanti ampio. Ad accendere la miccia è l’affollamento che si è formato nella tarda mattinata di oggi, con pazienti costretti ad aspettare parecchio tempo prima di esser visitati.

 

Una scena tutt’altro che rara al Pronto soccorso varesino, però stavolta qualcuno si è spazientito e non ha voluto soprassedere. Anche perché si è verificato un fatto piuttosto grave: un’ambulanza non ha potuto lasciare l’ospedale perché priva del lettino di ricovero. Le barelle erano infatti tutte occupate e indisponibili, così che il mezzo di soccorso è stato costretto ad una sosta forzata al quartier generale. 
Alcuni utenti si sono quindi rivolti al consigliere comunale dei Democratici di sinistra Fabrizio Mirabelli, che si è subito precipitato all’ospedale. «Basta che il numero dei pazienti si alzi un poco sopra l’ordinario e scoppia il caos – denuncia il segretario cittadino della Quercia – non si può costringere il personale medico e paramedico a lavorare in queste condizioni, abusando della loro pazienza e professionalità». Per Mirabelli la crisi del Pronto soccorso ha radici lontane, i cui nodi non sono mai stati seriamente affrontati: «Sono ormai tre anni che si trascina questa situazione, la politica latita. E’ evidente che il piano emergenza non funziona e che i posti letto sono insufficienti: servono risposte non rapide, rapidissime». Risposte che, ovviamente, vanno ricercate presso dell’ospedale si occupa. «Chiedo alla Regione Lombardia, al comune di Varese e alla Dirigenza sanitaria di trovare soluzioni efficaci e definitive – afferma Mirabelli – non si scherza con la salute dei cittadini». L’ultima battuta riguarda invece il nuovo ospedale, ormai ultimato: «Serve avviare una seria riflessione sulla gestione del Pronto soccorso e sull’utilizzo dei padiglioni dismessi del Circolo, altrimenti è inutile creare nuove strutture, se non si cambia il metodo di gestione». 

 

Sull’episodio di questa mattina è intervenuto anche il dottor Francesco Perlasca, primario del Pronto soccorso, che tende a minimizzare l’accaduto: «I ritardi sono stati causati da un picco di sovraffollamento, ma la situazione d’emergenza è durata non più di mezz’ora, tre quarti d’ora al massimo». La vera questione sono i problemi a monte, come l’insufficienza di posti letto. «Un problema nazionale – afferma il medico –  tutti gli ospedali d’Italia soffrono di questa carenza. Il punto è che il territorio non è in grado di attivarsi per ridurre i tempi di degenza, liberando così dei posti letto». La questione potrà essere parzialmente risolta con l’entrata in funzione del nuovo ospedale, che gestirà i ricoveri secondo una logica meno rigida. «Adesso i posti letti sono fissi – spiega Perlasca – nella nuova struttura potranno invece variare da padiglione a padiglione a seconda delle esigenze».
Un problema tutto varesino, o comunque limitato a poche realtà, è invece quello della carenza di infermieri. «Purtroppo soffriamo la concorrenza della Svizzera, che paga meglio il personale – conclude il primario – in questi giorni mi hanno promesso l’arrivo di cinque nuovi infermieri in reparto, ma il problema rimane».

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Pubblicato il 06 Novembre 2006
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