Parole come pietre
Agghiaccianti. Non ci sono tante altre definizioni alle parole usate dal neo segretario della Lega, durante la manifestazione del suo partito sabato sera.
Non ci sono ragioni al mondo perché si possa gioire della morte di un uomo. L’umanità ha sostuito la guerra con la politica. Oggi i conflitti non si giocano più sui campi di battaglia e sono le idee a confrontarsi. Tanto che, con la solita presunzione, definiamo superiori quelle culture che hanno scelto queste strade come contratto sociale.
Se questo vale per i popoli figuriamoci per i singoli individui. La barbarie della pena di morte è ormai bandita dalla gran parte degli stati.
Quali ragioni possono far giore il signor Rizzi? E con lui qualche lettore che ci insulta pure perché non pubblichiamo i propri deliri?
Vorremo capire che significa affermare “uno zingaro in meno”. Questo non è solo razzismo. E fa specie che un ex ministro, un sindaco e altri dirigenti non abbiano trovato altro che fare qualche semplice e imbarazzato distinguo. Farsi scudo dietro il bisogno di sicurezza della popolazione non regge. Nessuno si sentirebbe più protetto, più sicuro se il nostro territorio si trasformasse nella terra dei pistoleri.
In uno stato di diritto l’esercizio della forza appartiene solo allo Stato. E soprattutto in un paese civile la vita è un diritto inalienabile. Chi commette azioni illecite deve pagare, ma non c’è ragione al mondo che possa far gioire della morte di un uomo.
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