Teramo mette i brividi, ma la Whirlpool vince con il cuore

Varese-Teramo 81-75. I biancorossi la spuntano in un finale infuocato dopo aver sofferto a lungo. E' la quarta vittoria consecutiva

La quarta vittoria consecutiva della Whirlpool in campionato è un inno alla volontà. Di fronte a una Teramo bella e concreta la squadra di Magnano suda le proverbiali sette camice ma alla fine porta a casa altri due punti pesanti (81-75). Non va tutto bene, e questo lo riconosce pure Magnano negli spogliatoi, però nel passato Varese ha perso più di un match con lo svolgimento di quello odierno. Nel momento topico, con gli ospiti abili a recuperare otto punti e a riportarsi in vantaggio a pochi minuti dal termine, Varese ha gettato in campo cuore e attributi fino a quando sono arrivati i canestri della liberazione. Tre in doppia cifra (Galanda 18, Fernandez 17, Hafnar 13) ma anche un Keys a mezzo servizio autore del canestro che ha "spaccato" la partita.

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Whirlpool Varese – Siviglia Teramo 81-75 4 di 7

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COLPO D’OCCHIO
– Tribune piene per Varese-Teramo: la bella vittoria di Reggio ha gasato il pubblico che ha subito risposto “presente”. E’ anche il giorno dell’esordio in panchina per “coach” Andrea Meneghin: il primo coro è per lui. Applausi anche per Norman Nolan che ringrazia e saluta la platea che fu sua per una stagione.

PALLA A DUE – Come da previsione la cabina di regia della Whirlpool è occupata da Capin che avvicenda l’acciaccato Keys, comunque a disposizione. C’è anche Fernandez al posto di Howell nel ruolo di pivot titolare. Quattro americani in quintetto per Dalmonte, con Santarossa a completare la formazione base.

LA PARTITA – L’approccio alla gara non è certo memorabile: molti errori da fuori e punteggio che per 5’ quasi non si muove. Ci pensa Holland con 5 punti a guadagnare i primi applausi, ma Teramo pareggia subito anche perché Fernandez litiga con il canestro. A chiudere il quarto ci pensano Galanda (tripla) e Capin (penetrazione): al 10’ è 20-15 per Varese.
Dalmonte schiera la Siviglia a zona e trova il pareggio con i primi punti di Grundy (22-22) anche perché la Whirlpool è tradita due volte dai ferri di Masnago. Fernandez fa centro al terzo tentativo e poi si ripete dai 4 metri, ma gli abruzzesi replicano a ogni canestro grazie a un “penetra e scarica” vicino a canestro che funziona fin troppo bene. Tre liberi a testa di Janicenoks e Woodward portano gli ospiti in vantaggio (33-37); Magnano chiama la zona rinunciando al time out e incassa una fiondata da Lulli e un tap in di Nolan. Si va al riposo sul 36-42, con parecchia preoccupazione.

Due sfondamenti a Grundy e Santarossa permettono alla Whirlpool di rosicchiare qualche lunghezza ad inizio ripresa, ma l’ex Livorno colpisce in tre occasioni cacciando di nuovo Varese lontano. Un’azione corale Capin-Hafnar-Fernandez risveglia Masnago che prova con tutta la sua voce a scuotere i propri beniamini. Il pareggio è del lungo argentino, in piena trance agonistica. Nella bolgia Varese sorpassa e gli arbitri la omaggiano anche di un fallo pro Galanda. Un minuto di bufera biancorossa assesta il punteggio sul 59-54, ma Magnano deve togliere Fernandez a quota tre falli. Woodward sbaglia, Galanda infila il momentaneo +8 che però non dura: parziale abruzzese di 8-0 da ascrivere a una Whirlpool tronfia e 62-62 al 30’.

IL FINALE – Magnano ripropone Holland, tenuto fuori molto a lungo. Teramo rimette avanti il naso con due triple di Janicenoks e uno schiaccione di Bernard. Sotto di 7 Varese vede i fantasmi già emersi contro Milano quando Carter e Galanda scheggiano i ferri da tre punti. Hafnar colpisce da 3, ma sembra una prodezza isolata finchè Galanda cava dal cilindro il -1 e Hafnar costringe Janicenoks a pestare la linea di fondo. Howell sbuca giusto per il tap in del vantaggio a 2’30” dalla fine però poi subisce una stoppata da Bernard. Nella stretta finale salta ancora fuori Hafnar (rimbalzone su errore di Woodward) con Keys (tripla per il 77-73). Holland sbaglia tutto tre volte con scelte azzardate e tiri sbilenchi, ma la Whirlpool in coro raccoglie due rimbalzi fondamentali che rimandano Keys in lunetta: 2/2: è fatta. Howell ha tempo di stoppare e Holland di chiudere con una schiacciata mostruosa. Finisce 81-75, con Teramo che si merita qualcosa in più di un semplice “onore delle armi”.

IL PROTAGONISTA – La vittoria di Varese è a più teste. C’è quella di Gaby Fernandez, cocciuto (nel senso buono) e devastante, quella di Gek Galanda che mette in campo tutta la propria determinazione e quella di Keys, semi infortunato ma comunque decisivo. Questa volta però il premio va a Gregor Hafnar, uno che a inizio stagione ha faticato, ha sofferto per le critiche, ma che davanti alle maglie di Teramo ha sfoderato una prestazione a tutto tondo. Con 13 punti pesanti, 6 rimbalzi, 4 recuperi e tanta difesa.

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Pubblicato il 12 Novembre 2006
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