Uccide la moglie e scappa in Svizzera
La donna è stata ritrovata morta con a fianco un feto. Una lite per problemi economici forse all'origine della tragedia
L’avrebbe uccisa il marito colpendola a pugni dopo una lite. Così sarebbe morta Carmela Cilento, la donna di 38 anni che è stata ritrovata mercoledì 1 novembre dai Carabinieri e dai Vigili del Fuoco morta sul pavimento del suo appartamento a San Donato Milanese. Accanto a lei, che giaceva in una pozza di sangue, il feto di una bambina.
Il decesso della donna risaliva a qualche giorno prima: a dare l’allarme il marito della donna, Carlo Raimondi, che al momento del ritrovamento si trovava in viaggio in Svizzera con la figlia di quattro anni. Nella sua telefonata ai Carabinieri, l’uomo – operaio e buttafuori in una discoteca – si era detto preoccupato perché da giorni non riusciva a mettersi contatto con la moglie.
Gli inquirenti si sono però trovati subito di fronte a una situazione con molti lati oscuri. Oltre alle cause della morte – non è ancora chiaro se la donna è morta per emorragia dopo il parto o se era già deceduta e il parto è avvenuto spontaneamente, forse post-mortem –, c’è il fatto che in un primo momento il marito e i parenti della donna hanno offerto versioni discordanti.
Per ricostruire la vicenda, bisogna tornare e circa due settimane fa, quando il 22 ottobre la famiglia doveva andare a pranzo dai parenti di lei. La zia, racconta però che non sono mai arrivati e che da quel momento i loro telefonini sono sempre rimasti staccati. Sempre la sera del 22, i genitori di Raimondi affermano che solo il figlio e la nipote sono rimasti a dormire da loro. L’uomo è poi “scomparso”, rompendo il silenzio con i familiari per chiedere dei soldi ed è tornato di sua spontanea volontà dopo il ritrovamento della moglie. A quel punto, si è presentato con il suo avvocato davanti ai pubblici ministreri Michela Versini e Giovanni Pescarzoli. Poche quindi le certezze all’inizio delle indagini, a parte i risaputi problemi economici della coppia.
Se però in un primo momento, si pensava anche all’ipotesi di un parto solitario in casa a cui è sopraggiunta la morte e la fuga del marito, nella notte fra giovedì 2 e venerdì 3 novembre, è arrivata la confessione dell’uomo di fronte ai pm.
Raimondi ha raccontato di aver litigato con la moglie a causa dei problemi finanziari che li affliggevano e di averla colpita a pugni fino a farla cadere. Spaventato, le avrebbe coperto il volto con un sacchetto di plastica per poi scappare in Svizzera con l’altra figlia. Il parto potrebbe quindi essere avvenuto spontaneamente, forse post-mortem.
L’uomo è stato quindi arrestato con l’accusa di omicidio volontari e si trova ora nel carcere di Lodi.
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