San Fermo, il problema è culturale
Giovedì sera la Circoscrizione 5 ha affrontato la questione delle case popolari. Gaetano Campione, direttore generale di Aler: «Bisogna valorizzare il quartiere»
«Il problema non si esaurisce con la sistemazione di un marciapiede, bisogna approfondire le problematiche sociali del quartiere, che sono molto complesse».
Gaetano Campione, direttore generale dell’Aler provinciale, ieri sera (giovedì) è intervenuto al consiglio della Circoscrizione 5 per discutere delle case popolari di S. Fermo. E’ la prima volta che un direttore generale viene invitato da un parlamentino di zona a discutere una problematica specifica, come ha sottolineato con una punta d’orgoglio la stessa presidente della circoscrizione, Stefania Cipolat.
A San Fermo ci sono circa 260 appartamenti di edilizia residenziale pubblica, in cui vivono centinaia di persone. Negli ultimi tempi sono emerse alcune problematiche legate ad una situazione di degrado del quartiere, che sono andati a sommarsi ad ordinari problemi di manutenzione degli stabili e delle zone circostanti (oreade ed aree verdi in particolare). La quinta circoscrizione ha quindi deciso di avviare un tavolo tecnico di confronto con Aler, per monitorare la situazione tramite riunioni periodiche ed individuare assieme gli ambiti di intervento. «Abbiamo trovato quel referente per la quotidiana amministrazione di cui c’era bisogno – afferma la Cipolat – ora possiamo affrontare in maniera seria e concreta la situazione, senza inutili rivendicazioni di paternità». Il riferimento è ad Alessio Nicoletti, leader di Movimento libero, che negli ultimi giorni è intervenuto sulla questione, non risparmiando critiche all’amministrazione pubblica.
Soddisfatto dell’incontro anche il direttore generale di Aler. «Ben venga che la politica si interessi di queste tematiche – afferma campione – spesso siamo stati lasciati soli. Come Aler di Varese, unici in tutta la Lombardia, la scorsa estate abbiamo effettuato un monitoraggio dettagliato di tutti gli stabili della provincia, un lavoro enorme». Il problema di S. Fermo, però, non è puramente manutentivo. «Meno di due settimane fa abbiamo sostituito una serie di luci, oggi sono giù state in parte distrutte. Bisogna affrontare la questione da un punto di vista culturale, riprendere un discorso di valorizzazione del quartiere». Un primo passo in questa direzione è già emerso ieri era. «Affitteremo gli spazi di piazzale Spozio per far rivivere la zona – spiega Campione – ma lo faremo secondo un criterio preciso: alle attività commerciali, che trarranno un profitto, faremo un certo canone di locazione, alle associazioni onlus o al Comune proporremo un affitto a prezzi moderati».
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