“Acquisti verdi”, il Comune che fa?
Marta Tosi (Ulivo) propone una risoluzione perchè il Comune aderisca al Progetto “Laboratorio acquisti verdi e consumi responsabili” della Provincia di Varese
Fra i temi perenni della dialettica politica vi è l’ambiente, fattosi ormai oggetto di un’attenzione trasversale. Ed è un tema sul quale è fin troppo facile cogliere in castagna le amministrazioni comunali, dopo decenni di sviluppo urbanistico e industriale speso scriteriato, ed anni di promesse a vuoto e proclami "ambientalisti" raramente rispettati.
A riprendere l’argomento a Busto è Marta Tosi, consigliere comunale dell’Ulivo, che firma una risolzuione per chiedere all’amministrazione l’adesione al progetto "Laboratorio acquisti verdi e consumi responsabili" lanciato dalla Provincia di Varese. Se accettata, la proposta costituirebbe un passo importante in materia di Green Public Procurement (GPP), l’espresisone inglese usata per definire l’insieme di pratiche riassumbili come "acquisti verdi" da parte degli enti pubbici
«L’amministrazione
acquista di norma molti beni e servizi, con un pesante impatto
sull’ambiente e sull’economia» osserva nel testo della risoluzione Marta Tosi. Il progetto “Laboratorio acquisti
verdi e consumi responsabili” di Villa Recalcati mira a sensibilizzare enti locali, scuole, imprese, associazioni circa l’’introduzione di criteri ecologici nelle procedure di acquisto
di beni e servizi. Si tratta in pratica di preferire sistematicamente i prodotti meno inquinanti, o che impiegano meno risorse per la loro produzione, rispetto agli altri – di soppesare gli acquisti in base non solo al bilancio finanziario, ma anche a quello ambientale.
«Gli
acquisti pubblici “verdi” (Green Public Procurement)
implicano l’inserimento di criteri di qualificazione ambientale nei
capitolati di gara che le pubbliche amministrazioni bandiscono in
sede di acquisto di beni, servizi o impianti (cancelleria, carta,
arredi e mobilio, materiali per edilizia, indumenti, prodotti per la
pulizia, mezzi di trasporto, apparecchiature elettroniche,
illuminazione, energia elettrica, ecc.)» prosegue Tosi. «Il
GPP riduce nel lungo periodo le spese dell’amministrazione, ma
agisce anche sul risparmio delle risorse (idriche, energetiche, di
materia), sulla minor produzione di rifiuti, attivando inoltre il
mercato del riciclo e del recupero». E dal momento che «l’Amministrazione
ha ribadito in più occasioni la propria vocazione ecologica e
ambientale», si chiede di dare seguito alle parole con i fatti.
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