Base americana a Vicenza: il giorno della protesta

Contestazioni da Rifondazione e Comunisti Italiani per la base americana di Vicenza. Manifestazione di protesta nel capoluogo veneto con lancio di pomodori

Non si placano le polemiche sulla "questione Vicenza". La decisione finale annunciata dal Presidente del Consiglio Romano Prodi di raddoppiare la base militare americana ha dato il via ad una serie di proteste popolari e prese di posizioni politiche, non ultima l’annullamento della presentazione del convertiplano a Cameri da parte di Agusta Westland.

Questa mattina, nel capoluogo veneto sono scesi in piazza gli studenti che hanno sfilato per le vie della città finendo il percorso davanti alla sede del municipio. C’è stato anche un lancio di pomodori al grido: "Comune rosso di vergogna". Momenti di tensione si sono verificati anche davanti alla sede della Prefettura soprattutto quando i manifestanti hanno bloccato la viabilità in direzione Padova e Treviso.

Da Roma, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta ha dichiarato che domani incontrerà i delegati del "comitato per il no".
Tensioni si registrano anche nell’esecutivo con la sinistra radicale in netto disaccordo.
Il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha dichiarato che l’Europa deve proseguire verso l’indipendenza dagli Usa e che "impedire forme di organizzazione e presenza militare è buona cosa". Il leader dei Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto, ha chiesto l’indizione di un referendum sulla questione.  

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Pubblicato il 18 Gennaio 2007
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