E il grande fuoco di Sant’Antonio scaldò i varesini
Come da tradizione si è svolta ieri sera, martedì 16 gennaio, la festa dedicata al santo in piazza della Motta con il falò e le bancarelle
E il fuoco scaldò la piazza gremita all’inverosimile. Sembra il finale di una fiaba e invece a Varese succede tutti gli anni. Migliaia di persone si sono radunate ieri sera, martedì 16 gennaio, in piazza della Motta, sul sagrato della chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate, per chiedere al santo di benedire i buoni auspici dei varesini per l’anno iniziato da poco. Il rito, che prevede la deposizione nella catasta di legna che verrà poi data alle fiamme, di migliaia di bigliettini con le richieste più diverse, si è compiuto anche quest’anno con in testa il neo-sindaco Attilio Fontana e monsignor Donnini il quale ha benedetto il grande falò che si sprigiona dalla catasta di legna alta quasi dieci metri.
"Sant’Antoni dul purscell”, come viene tradizionalmente chiamato a Varese per la raffigurazione del santo sempre accompagnata dal simpatico animale, è un momento sentito dalla cittadinanza varesina che si è riversata come ogni anno nella piccola piazza di fronte alla chiesa. Notata da molti anche la presenza del "senatur", leader della Lega Nord, Umberto Bossi il quale avrà sicuramente posizionato il suo biglietto nella catasta in tema di riforma della legge elettorale. Quattro o cinque mila persone hanno assistito al rogo della catasta sul quale vigilavano attenti i Vigili del Fuoco e la Protezione civile. Tutto intorno alla MOtta e lungola via che porta a piazza Montegrappa è un brulichio di bancarelle dal sapore dolce, dai tipici "mustazzit" fino ai dolci siciliani per non essere troppo regionalisti.
A coordinare il grande lavoro di preparazione della festa, che comincia con le messe del mattino nella chiesa di Sant’Antonio, ci sono da ormai 56 anni i "Monelli della Motta" e la Pro Loco. In piazza Montegrappa la pista di pattinaggio ha dato spettacolo con i giovani delle scuole di pattinaggio e i piccoli mastini dell’hockey. Il centro di Varese è rimasto insolitamente animato, per essere un martedì sera di gennaio, fino a tarda sera tra capannelli di gente che ha passato una serata, tutto sommato tiepida, fuori dalle proprie riscaldatissime abitazioni.
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